ZTL – Zone a Transizione Limitata. Online gli atti dell’evento di presentazione dei rapporti di Kyoto Club e Clean Cities

Kyoto Club e Clean Cities analizzano, per la prima volta a livello subcomunale, gli indicatori di mobilità sostenibile in 8 città italiane, con l’obiettivo di misurare le disuguaglianze urbane e individuare dove è in atto una transizione ecologica. Otto città, un’unica fotografia. Consulta la documentazione disponibile.

17 dicembre 2025

È stato trasmesso oggi online su YouTube l’evento di presentazione dei report ZTL – Zone a Transizione Limitata a cura di Kyoto Club e Clean Cities Italia.

Otto città, un’unica fotografia: la mobilità sostenibile in Italia è ancora una questione di disuguaglianza territoriale e sociale. È questo il messaggio centrale che emerge dalla serie di report “ZTL – Zone a Transizione Limitata”, realizzata da Kyoto Club e Clean Cities Campaign Italia, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile.

 Gli studi – dedicati a Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino – analizzano per la prima volta gli indicatori di mobilità sostenibile a scala sub-comunale, utilizzando come unità di riferimento i Codici di Avviamento Postale (CAP). L’obiettivo è misurare l’equità urbana della mobilità e individuare le aree dove la transizione ecologica procede più lentamente.

Nei report ZTL, l’indice di mobilità sostenibile è un indicatore sintetico calcolato combinando dodici variabili riferite a ciclabilità, pedonalità, motorizzazione privata (totale e più inquinante) e trasporto pubblico (diffusione e intensità), ognuna rapportata sia alla popolazione sia all’estensione territoriale delle singole zone CAP.

La metodologia ZTL utilizza come unità di analisi il CAP (Codice di Avviamento Postale), incrociando dati su:
• trasporto pubblico: n. fermate (diffusione tpl) e n. corse (intensità)
• ciclabilità (km piste ciclabili) e pedonalità (mq aree pedonali)
• livelli di motorizzazione privata e motorizzazione privata più inquinante (auto fino a Euro4)
• reddito medio e densità abitativa

Per alcune città sono disponibili anche dati relativi alla mobilità condivisa, alla percorrenza delle auto e alla qualità dell’aria.

Ogni indicatore viene normalizzato su una scala da 0 a 100, dove 0 corrisponde alla performance peggiore e 100 alla migliore rilevata nelle zone CAP. In questo modo il valore finale dell’indice non rappresenta una misura assoluta, ma una posizione relativa delle varie zone CAP rispetto alle altre in ciascuna città analizzata, consentendo di evidenziare punti di forza e ritardi di ciascun sistema urbano in termini di sostenibilità della mobilità. L’approccio è replicabile in tutte le città italiane e permette di mappare i divari spaziali della transizione ecologica.

Città a due velocità: i dati

Dai rapporti delle 8 città emerge una costante: i centri urbani più ricchi coincidono con le aree più accessibili e servite dal trasporto pubblico, mentre le periferie restano dipendenti dall’auto privata e penalizzate da infrastrutture carenti.

In tutte le città analizzate il gradiente centro-periferia resta il principale fattore di esclusione: le aree più povere coincidono con quelle più inquinate e meno servite dal trasporto pubblico.

Dai risultati dei rapporti emergono alcune priorità strategiche condivise:

  • Riequilibrare gli investimenti verso le periferie urbane, portando lì il trasporto pubblico rapido e la mobilità attiva;
  • Rendere accessibile economicamente il TPL, con abbonamenti sociali e tariffe integrate;
  • Aumentare lo spazio per pedoni e ciclisti, riducendo il dominio dell’auto privata;

“La transizione non è solo tecnologica, è sociale”

«La mobilità sostenibile non è un tema tecnico, ma politico e sociale. Dove non arrivano autobus, tram e piste ciclabili, crescono disuguaglianza, isolamento e inquinamento. La transizione ecologica deve essere una transizione giusta», dichiara Claudio Magliulo, coordinatore della Clean Cities Campaign Italia.

«Le città italiane hanno compiuto passi importanti, ma la distanza tra centro e periferia resta enorme. Servono politiche redistributive, fondi strutturali e un Fondo Nazionale Trasporti finalmente stabile e adeguato», aggiunge Marco Talluri, Gruppo di Lavoro “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club.

Lo studio delle 8 città rientra nell’ambito dell’attività dell’osservatorio sulla mobilità sostenibile nelle città italiane, un’iniziativa coordinata da Kyoto Club e Clean Cities Campaign Italia.

Esplora la situazione delle città italiane!

Programma (PDF) presentazione ZTL – 17 dicembre 2025

Video (YouTube) della diretta ZTL – Zone a Transizione Limitata

Presentazione (PDF) “Zone a Transizione Limitata – I gap di mobilità sostenibile”
di Marco Talluri, Gruppo di Lavoro “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club

Calendario dei webinar di presentazione dei rapporti locali:

22 gennaio – Bari – atti online
29 gennaio – Firenze – atti online
12 febbraio – Napoli – atti online
19 febbraio – Roma – atti online
25 febbraio – Torino – atti online
12 marzo – Milano – atti online
19  marzo – Bologna (ore 11-12.15)
26 marzo – Palermo (ore 11-12.15)

RASSEGNA STAMPA:

Zone a transizione limitata e disuguaglianze della mobilità sub-urbana, QualEnergia.it

ZTL, Zone a transizione limitata. Da Clean cities e Kyoto club il nuovo report sulla (in)sostenibilità dei trasporti – Greenreport.it

Mobilità, da Torino a Bari: periferie troppo dipendenti dalle auto e senza infrastrutture. Kyoto Club: “Servono investimenti e tpl rapido” – DIAC Diario

ZTL – zone a transizione limitata: quando la mobilità sostenibile divide le città – Ambiente e non solo…

La mobilità sostenibile nelle città italiane è sinonimo di disuguaglianza – Eco dalle città


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