Zone a transizione limitata: a Roma la mobilità misura le disuguaglianze urbane

19 febbraio 2026

Nelle scorse settimane è stata presentata l’anteprima dei rapporti “ZTL – Zone a Transizione Limitata” realizzati da Kyoto Club e Clean Cities Campaign Italia nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile per le città di Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. Un’analisi inedita a livello subcomunale che, utilizzando i Codici di avviamento postale, mette in luce i divari interni alle città su trasporto pubblico, ciclabilità, pedonalità e motorizzazione privata

All’anteprima stanno seguendo le presentazioni di dettaglio città per città, con la partecipazione di amministratori locali, rappresentanti di associazioni, enti ed esperti. Sono state trasmesse le presentazioni di Bari, Firenze e Napoli.

Vedi la registrazione del video (YouTube) Presentazione ZTL Roma

Oggi, giovedì 19 febbraio, è stato presentato anche il rapporto dedicato a Roma (vedi il programma PDF del webinar). L’incontro, coordinato da Clementina Taliento (Ufficio comunicazione Kyoto Club), ha rappresentato un momento di confronto tra analisi basate sui dati e politiche pubbliche, emblematico dei divari che attraversano molte città italiane.

Marco Talluri (Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile) ha illustrato la metodologia e presentato il rapporto: indicatori normalizzati su scala 0-100 per confrontare le diverse aree della città. Il quadro evidenzia una forte polarizzazione tra zone centrali – meglio servite da trasporto pubblico e mobilità attiva – e periferie con minore offerta e maggiore dipendenza dall’auto privata.

La “ferita democratica” della mobilità

Nel video-intervento, l’Assessore alla mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patané, ha definito il CAP “una linea invisibile ma feroce” che separa chi ha accesso alle opportunità da chi resta prigioniero del proprio quartiere. In alcune aree centrali l’indice di mobilità sostenibile supera 90 su 100, mentre in quartieri periferici scende sotto 35.

Roma registra 635 auto ogni 1.000 abitanti: un dato che, secondo l’assessore, impone di dimezzare la motorizzazione privata entro il 2030, puntando su metropolitane, tram, ciclabilità e sharing mobility. Il suo impegno è per ricucire una città strappata.

Il video dell’intervento di Eugenio Patané, Assessore alla Mobilità di Roma Capitale

Il nodo delle risorse nazionali

Claudio Magliulo (Clean Cities) ha richiamato il sottofinanziamento del Fondo Nazionale Trasporti: negli ultimi quindici anni il settore ha perso miliardi di euro tra tagli e inflazione. Il divario con le città europee è netto: l’offerta di trasporto pubblico nelle città italiane è mediamente la metà rispetto a quelle europee, con punte di 1 a 8 nel confronto tra Sud Italia e città come Varsavia.

Giada Maio (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha sottolineato la necessità di rafforzare la governance, l’integrazione tra dati di domanda e offerta e il ruolo del mobility manager d’area, oltre a una riforma del trasporto pubblico non di linea e una migliore programmazione delle risorse.

Roma tra investimenti e limiti strutturali

Anna Donati (Roma Servizi per la Mobilità) ha evidenziato le peculiarità della Capitale: 1.287 chilometri quadrati, bassa densità media e 26% dei residenti oltre il Grande Raccordo Anulare. Sono in corso importanti investimenti su metro C e nuove linee tramviarie, ma resta il problema del finanziamento della gestione corrente. Il trasporto pubblico romano costa circa un miliardo di euro l’anno, coperto in parte da biglietti e Fondo Nazionale Trasporti, con un forte contributo diretto del bilancio capitolino.

Ciclabilità e sicurezza: i fattori limitanti

Sandro Calmanti (Salva i Ciclisti Roma) ha denunciato la frammentazione della rete ciclabile e l’elevata velocità del traffico urbano, che rende molte strade ostili alla mobilità attiva. Senza infrastrutture continue e un’effettiva moderazione del traffico, l’uso quotidiano della bicicletta resta limitato.
Presentazione (PDF) di Sandro Calmanti.

Il tema culturale

Andrea Castano (Odissea Quotidiana) ha richiamato la dimensione culturale: a Roma l’auto resta percepita come simbolo di libertà e comodità. Le Zone a traffico limitato rischiano di essere vissute come restrizioni, se non accompagnate da alternative visibili e credibili. L’apertura di nuove stazioni della metro C dimostra però che quando il servizio migliora, le abitudini cambiano.

In chiusura, Clementina Taliento (Kyoto Club) ha rilanciato la necessità di un “ritorno al futuro”: città dove bambini e ragazzi possano tornare a muoversi in sicurezza, grazie a un sistema integrato di trasporto pubblico, ciclabilità, pedonalità e sharing mobility.

Vedi i grafici interattivi con i dati della mobilità a ROMA

Leggi tutte le notizie su https://italy.cleancitiescampaign.org/roma

Vedi la Scheda città Mobilitaria 2025 http://italy.cleancitiescampaign.org/wp-content/uploads/2025/06/Mobilitaria2025-Roma.pdf

RAPPORTO ZONE A TRANSIZIONE LIMITATA ROMA


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