ZTL – Zone a transizione limitata. I gap di mobilità sostenibile a Firenze

30 gennaio 2026

Nelle scorse settimane è stata presentata l’anteprima dei rapporti “ZTL – Zone a Transizione Limitata” realizzati da Kyoto Club e Clean Cities Campaign Italia nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile per le città di Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino.

All’anteprima stanno seguendo le presentazioni di dettaglio città per città, con la partecipazione di amministratori locali, rappresentanti di associazioni, enti ed esperti. La prima ha riguardato il capoluogo pugliese, Bari.

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Ha quindi seguito la presentazione del rapporto inerente Firenze. L’incontro, coordinato da Clementina Taliento (Ufficio comunicazione Kyoto Club), ha rappresentato un momento di confronto tra analisi basate sui dati e politiche pubbliche, emblematico dei divari che attraversano molte città italiane.

I dati: città a due velocità

Come illustrato da Marco Talluri, per l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile Kyoto Club e Clean Cities Campaign, l’analisi ZTL introduce un approccio innovativo: per la prima volta la mobilità sostenibile viene letta a scala sub-comunale, utilizzando i Codici di Avviamento Postale (CAP) come unità di analisi.

Il Rapporto “Zone a transizione limitata” su Firenze propone un’analisi inedita “zona per zona” per capire dove la mobilità sostenibile funziona e dove invece restano criticità. Incrociando reddito, densità urbana, ciclabilità, pedonalità, diffusione e intensità del trasporto pubblico locale, oltre a motorizzazione e quota di veicoli più inquinanti, il rapporto restituisce la fotografia di una città a due velocità: centro storico e aree servite meglio concentrano accessibilità e spostamenti più sostenibili, mentre diverse zone periferiche mostrano più dipendenza dall’auto e minore dotazione di alternative efficaci.

La prospettiva nazionale ed europea

Nel suo intervento, Claudio Magliulo, Head of Italy Campaign di Clean Cities,ha inquadrato il Rapporto come uno strumento operativo per leggere le disuguaglianze territoriali della mobilità urbana, superando narrazioni semplificate e contrapposizioni ideologiche. Le mappe e gli indicatori a scala di codice di avviamento postale permettono di individuare gli “hotspot” di mobilità insostenibile, dove si concentrano bassi redditi, alta motorizzazione privata e scarsa offerta di alternative. Il nodo centrale, secondo Magliulo, non è l’auto in sé ma la mancanza di libertà di scelta: quando una persona ha una sola opzione di spostamento, ogni misura regolativa diventa socialmente regressiva. Da qui il richiamo alla transizione giusta, intesa come riequilibrio dell’ecosistema urbano attraverso investimenti strutturali in trasporto pubblico, ciclabilità e spazio pubblico, denunciando al contempo il contesto nazionale sfavorevole fatto di tagli ai fondi, ritardi attuativi e indebolimento del finanziamento del trasporto pubblico locale. L’obiettivo finale indicato è chiaro: città non solo più sostenibili, ma più eque e inclusive.

Il punto di vista della società civile e delle istituzioni locali

Giovannni Graziani, (Ecolò) Presidente Commissione Ambiente, vivibilità urbana e mobilità del Comune di Firenze, ha accolto il Rapporto come uno strumento utile a rafforzare un approccio integrato e basato sui dati alle politiche urbane, collocandolo nel contesto di una Firenze attraversata da una trasformazione profonda della mobilità. Ha richiamato lo sviluppo accelerato della rete tramviaria, riconoscendone il valore strategico ma anche le criticità temporanee legate ai cantieri, e ha sottolineato la necessità di accompagnare le nuove infrastrutture con una revisione complessiva della rete su gomma, superando una logica esclusivamente radiale. Sul fronte della ciclabilità, ha riconosciuto i ritardi evidenziati dal Rapporto ma ha ricordato l’avvio di un biciplan e la presenza di risorse dedicate nel piano triennale degli investimenti. Ampio spazio è stato dato anche al tema delle aree pedonali e dello spazio pubblico, da estendere oltre il centro storico, e al legame tra mobilità, qualità dell’aria e salute, fino ai temi dell’accessibilità e del digital divide nelle misure di incentivazione. Nel complesso, Graziani ha rivendicato una visione che tenga insieme interventi immediati e strategia di lungo periodo.

Nel suo contributo, Lorenzo Cecchi, Legambiente Toscana, ha richiamato il ruolo delle politiche di mobilità come leva centrale per la rigenerazione urbana e la giustizia ambientale, sottolineando la coerenza tra i risultati del Rapporto e le analisi portate avanti da Legambiente. L’attenzione è stata posta sulla necessità di leggere insieme mobilità, qualità dello spazio urbano e salute, evitando che le trasformazioni restino confinate ai soli centri storici. Cecchi ha ribadito come strumenti quali ZTL, pedonalizzazioni e riduzione del traffico veicolare funzionino pienamente solo se inseriti in una strategia complessiva che redistribuisca opportunità e servizi, contrastando disuguaglianze territoriali e sociali. In questo senso, il Rapporto è stato indicato come una base conoscitiva utile per orientare scelte coraggiose e comunicabili ai cittadini.

Tiziano Carducci, Presidente FIAB Firenze Ciclabile e componente del Centro Studi nazionale FIAB, ha riportato il confronto sul piano della mobilità ciclabile e dell’esperienza quotidiana degli utenti, evidenziando come i dati del Rapporto confermino criticità già note sul piano della continuità e dell’equità della rete. Ha sottolineato che la ciclabilità non può essere letta solo in termini di chilometri realizzati, ma di qualità, sicurezza e accessibilità reale per tutte le fasce di popolazione. L’intervento ha richiamato anche l’importanza di usare i dati per contrastare narrazioni distorte sull’uso delle infrastrutture ciclabili e per sostenere politiche pubbliche più ambiziose, capaci di estendere i benefici della mobilità attiva ben oltre le aree centrali della città. 

Innovazione e partecipazione

A chiudere il confronto, Nico Capogna, CEO di Pin Bike, ha portato il punto di vista delle politiche di incentivazione comportamentale, sottolineando come la transizione verso una mobilità più sostenibile non possa basarsi esclusivamente sulle infrastrutture, ma debba agire anche su abitudini, cultura e motivazioni individuali. Attraverso l’esperienza di Pinbike e del progetto Pedala Firenze Ti Premia, ha evidenziato che l’automobile risulta insostenibile soprattutto per l’uso dello spazio urbano, mentre la bicicletta è spesso già disponibile nelle famiglie ma sottoutilizzata. Da qui l’importanza di strumenti di gamification e incentivi economici certificati, capaci di riportare le persone a usare la bici negli spostamenti quotidiani casa-lavoro e casa-scuola. Capogna ha inoltre rimarcato il valore degli incentivi legati all’uso reale del mezzo, il coinvolgimento del commercio locale e il ruolo delle amministrazioni nel contrastare il digital divide, indicando l’approccio “soft” come complemento indispensabile alle politiche strutturali per rendere la mobilità ciclabile realmente inclusiva e scalabile.

Una transizione giusta

Nel loro insieme, gli interventi hanno restituito un quadro convergente: la mobilità urbana non è una questione settoriale, ma un tema strutturale di equità, salute e qualità della vita. Il Rapporto sulle Zone a transizione limitata mostra con chiarezza che le città italiane – e Firenze non fa eccezione – sono attraversate da forti disuguaglianze territoriali di accessibilità, dove la dipendenza dall’auto privata è spesso il risultato di una carenza di alternative e non una scelta libera. Da qui l’esigenza, più volte richiamata, di superare approcci ideologici e di orientare le politiche pubbliche a partire dai dati, per indirizzare risorse, infrastrutture e incentivi là dove il deficit di mobilità sostenibile è maggiore.

La discussione ha inoltre evidenziato che regolazione del traffico, investimenti infrastrutturali e misure di accompagnamento culturale devono procedere insieme. Tramvie, reti ciclabili, trasporto pubblico locale, pedonalità e incentivi all’uso dei mezzi sostenibili sono strumenti complementari di una stessa strategia, che richiede coerenza nel tempo e un contesto nazionale favorevole. In questo senso, il tema della disponibilità di risorse, della continuità dei finanziamenti e della capacità di tradurre gli obiettivi in politiche attuabili è emerso come una delle principali sfide politiche.

Infine, è emersa una visione condivisa di transizione giusta, in cui la sostenibilità ambientale si intreccia con l’inclusione sociale: città che riducono le emissioni e migliorano la qualità dell’aria sono anche città che ampliano le opportunità di studio, lavoro e cura, ricuciono i territori e restituiscono spazio pubblico alle persone. Il Rapporto si propone così non solo come strumento di analisi, ma come base di confronto e responsabilità per amministratori, associazioni e cittadini chiamati a costruire città più vivibili, più efficienti e, soprattutto, più eque.

Gli atti del webinar dedicato a Firenze:

Programma (PDF)

Video YouTube “Zone a Transizione Limitata – Firenze”

Zone a transizione limitata: i gap di mobilità sostenibile a Firenze (PDF)
Marco Talluri, GdL “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club, Responsabile Osservatorio Mobilità sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities

Pin Bike. Cambia abitudini. Pedala, Firenze ti premia (PDF)
Nico Capogna, CEO Pin Bike

Scopri i prossimi appuntamenti online dedicati alle altre città monitorate nel Rapporto ZTL.

Ulteriori approfondimenti:

Mind the gap

Rapporto “Non è un paese per bici”

Analisi sulle emissioni reali delle auto ibride plug-in

Dossier “Cambiamo aria”


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