Nucleare, rinnovabili e accumuli: le evidenze scientifiche presentate da Gianni Silvestrini al Senato
Il direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini, è stato audito dall'VIII Commissione del Senato della Repubblica nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul ruolo dell'energia nucleare nel mix energetico nazionale, illustrando dati e analisi sull'evoluzione del sistema elettrico globale.
Nel suo intervento, Gianni Silvestrini ha evidenziato come il ruolo del nucleare nella produzione elettrica mondiale sia in progressivo ridimensionamento. “Nel 1996 il nucleare contribuiva per circa il 17% alla produzione mondiale di elettricità, oggi siamo scesi al 9%”, ha ricordato, sottolineando come nel frattempo “il solare abbia superato il nucleare in termini di energia prodotta a livello globale”. Complessivamente, eolico e fotovoltaico generano ormai quasi il doppio dell’elettricità prodotta dall’atomo e, anche in Cina – spesso indicata come modello per il rilancio del nucleare – “sole e vento producono oltre quattro volte l’energia generata dagli impianti nucleari”.
Un altro punto centrale dell’intervento ha riguardato la rapida evoluzione dei sistemi di accumulo. “Le tecnologie stanno correndo a una velocità impressionante: il prezzo delle batterie è crollato e la loro diffusione è esplosa”, ha osservato Silvestrini, spiegando che il calo dei costi sta accelerando l’adozione degli accumuli su larga scala. Parallelamente stanno crescendo anche gli accumuli di lunga durata, in grado di immagazzinare energia per giorni o settimane. Sebbene rappresentino ancora circa il 6% delle installazioni globali, sono in forte espansione e comprendono sistemi ad aria compressa (45%), accumulo termico (33%) e batterie a flusso al vanadio (21%), tecnologie destinate a rafforzare ulteriormente l’integrazione delle fonti rinnovabili nei sistemi elettrici.
Silvestrini ha infine richiamato il caso dell’Australia, dove un recente rapporto parlamentare bipartisan ha bocciato l’ipotesi di un programma nucleare. Secondo il documento, i costi dell’energia atomica risulterebbero non competitivi rispetto alle alternative disponibili e i tempi di realizzazione degli impianti sarebbero incompatibili con gli obiettivi di decarbonizzazione e con l’urgenza della transizione energetica.
Audizione in Senato sul nucleare – Gianni Silvestrini, Kyoto Club
