Qualità dell’aria, estate 2026 da dimenticare per l’ozono. Le città arrivano all’inverno già oltre i nuovi standard UE

6 ottobre 2026

L’aggiornamento a fine settembre di Cambiamo Aria, il progetto promosso dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign in collaborazione con ISDE Italia, fotografa l’andamento dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane sulla base dei dati messi a disposizione dalle ARPA e APPA.

Il monitoraggio permette di confrontare la situazione nelle diverse città con tre riferimenti: i limiti attualmente in vigore, i nuovi standard della direttiva UE 2024/2881 e i valori raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità. A chiusura dell’estate 2026 emerge un netto peggioramento per l’ozono, mentre PM10, PM2,5 e NO2 mostrano già numerose criticità alla vigilia della stagione invernale.

La stagione estiva 2026 si chiude con un bilancio particolarmente negativo per l’ozono troposferico.

Nelle stazioni monitorate dal progetto Cambiamo Aria, il valore di 120 µg/m³ previsto dalla direttiva europea 2024/2881 è stato superato 89 giorni a Bergamo, 80 a Torino-Lingotto, 79 a Bologna-Via Chiarini, 77 a Torino-Rubino e Milano-Verziere, 76 a Vicenza e 73 a Modena.

Il confronto con il 2025 mostra inoltre aumenti molto rilevanti. A Torino-Lingotto i superamenti passano da 31 a 80; a Brescia-Villaggio Sereno da 12 a 68; a Bologna-Giardini Margherita da 25 a 69.

Il riferimento sanitario dell’OMS, pari a 100 µg/m³, restituisce un quadro ancora più severo: oltre cento giornate di superamento a Bergamo, nelle due stazioni torinesi più critiche, a Milano-Verziere e Bologna-Via Chiarini.

I nuovi limiti europei sono già una realtà con cui confrontarsi

Con ottobre comincia il semestre più delicato per gli inquinanti legati alla combustione, al traffico e al ristagno atmosferico. Ma molte città arrivano all’appuntamento con un numero di superamenti già incompatibile con gli standard fissati dalla nuova direttiva europea.

Per il PM10, rispetto ai 45 µg/m³ da non superare per più di 18 giorni l’anno, Milano-Marche è già a 50 giornate, Verona-Corso Milano a 43 e Modena-Giardini a 40.

Per il PM2,5, il futuro limite di 25 µg/m³ registra già 52 superamenti a Padova-Mandria, 51 a Milano-Marche, 49 a Milano-Pascal e 48 nelle due stazioni di Torino Rebaudengo e Rubino.

Per il NO2, Palermo-Di Blasi arriva a 112 giornate oltre 50 µg/m³, Genova-via Buozzi a 91 e Napoli-Ente Ferrovie a 60. Numerosi superamenti anche a Genova-Corso Europa, Catania, Torino e Milano.

Questi dati devono essere letti guardando al 2030, ma non possono essere rinviati al 2030. Per avvicinarsi ai nuovi standard occorrono politiche strutturali già oggi: rafforzamento del trasporto pubblico, elettrificazione, riduzione del traffico automobilistico, più spazio alla mobilità pedonale e ciclabile, riqualificazione energetica degli edifici e progressivo abbandono dei combustibili fossili.

La nuova direttiva europea segna una traiettoria precisa. L’aggiornamento di Cambiamo Aria indica quanto sia ancora ampia la distanza da colmare e quanto sia necessario accelerare le politiche di decarbonizzazione e risanamento dell’aria nelle aree urbane.

DATI ANNO 2026 – giornalieri e riepilogativi per città


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