Mobilità urbana, Istat: più bus a basse emissioni e piste ciclabili, ma il TPL non ha ancora recuperato i passeggeri del 2019
Le città italiane stanno rafforzando le infrastrutture per la mobilità sostenibile, ma il cambiamento dell’offerta non si traduce ancora in una piena ripresa dell’utilizzo del trasporto pubblico. È uno dei principali elementi che emerge dal rapporto Istat “Ambiente urbano – Anno 2024”.
Nel 2024 cresce soprattutto il trasporto rapido di massa: la rete metropolitana raggiunge 212,3 km, aumentando del 7,3% rispetto al 2023, e quella filoviaria sale a 305,3 km (+4,2%). Sostanzialmente stabile invece la rete tranviaria, pari a 360,8 km.
Continua parallelamente l’espansione della ciclabilità. Le piste ciclabili superano i 6 mila chilometri, con una crescita del 5,6% rispetto all’anno precedente e del 28,8% dal 2019. Tre capoluoghi su quattro hanno ormai almeno 10 km di rete ciclabile.
I dati mostrano tuttavia un’Italia ancora fortemente divisa: la densità della rete ciclabile è di 74 km ogni 100 km² al Nord, contro 19,4 al Centro e appena 7,7 nel Mezzogiorno, nonostante nel Sud si registri nell’ultimo anno la crescita percentuale maggiore.
Molto evidente il rinnovamento delle flotte del trasporto pubblico. Nel 2024 il 48,4% degli autobus è classificato da Istat come a basse emissioni, contro il 40,3% dell’anno precedente e il 31,6% del 2019.
A crescere soprattutto sono i bus elettrici e ibridi, aumentati del 54,9% in un solo anno. Bologna e Bari superano il 75% di autobus a basse emissioni, mentre Venezia, Roma e Catania superano il 50%.
Resta però una quota significativa di autobus obsoleti: gli Euro 5 rappresentano ancora il 26,5% della flotta e gli Euro 4 o precedenti il 12,5%, quota che sale al 22% nelle città del Sud.
L’offerta complessiva di TPL raggiunge 4.699 posti-km per abitante, +2% rispetto al 2023. Negli ultimi due anni il Mezzogiorno cresce del 13,2%, ma il divario rimane enorme: 2.240 posti-km per abitante al Sud contro 5.979 al Nord.
Ancora più marcate le differenze nella domanda. Nel 2024 si registrano mediamente 176,4 passeggeri per abitante: 237,9 al Nord, 204,9 al Centro e appena 56,6 nel Mezzogiorno.
Soprattutto, il trasporto pubblico non ha ancora recuperato i livelli precedenti alla pandemia: nonostante il +3,8% registrato nel 2024, i passeggeri restano dell’8,2% sotto il dato del 2019.
Anche la sharing mobility sta cambiando composizione. Diminuiscono per il terzo anno consecutivo i monopattini e continua il forte ridimensionamento dello scooter sharing. Crescono invece bike sharing e car sharing. Il bike sharing è presente in 65 capoluoghi e raggiunge 25,1 biciclette ogni 10 mila abitanti.
Nel car sharing, inoltre, circa la metà dei veicoli è ormai a basse emissioni, contro poco più di un quarto nel 2019.
Prosegue infine rapidamente lo sviluppo dell’infrastruttura per la mobilità elettrica: nei capoluoghi sono attivi quasi 16 mila punti di ricarica, il 36,1% in più in un anno.
Il quadro Istat evidenzia quindi progressi significativi nell’elettrificazione delle flotte e nello sviluppo delle alternative all’auto privata, ma anche la necessità di accelerare sul fronte dell’attrattività del trasporto pubblico e di colmare il persistente divario territoriale.
Fonte: Istat, Ambiente urbano – Anno 2024.
