Roma, lo sharing cambia passo: monopattini e bici più integrati con il trasporto pubblico
Roma ridisegna il sistema della micromobilità condivisa. La Giunta Capitolina ha approvato le nuove Linee guida per l’autorizzazione dei servizi a flusso libero di monopattini e biciclette a pedalata assistita, che saranno alla base del prossimo bando: potranno essere selezionati fino a tre operatori per i monopattini e tre per le biciclette, con autorizzazioni triennali.
Il nuovo sistema punta soprattutto a rafforzare il ruolo dello sharing come complemento del trasporto pubblico e strumento per il primo e ultimo miglio. Tutti gli operatori dovranno infatti offrire una tariffa agevolata ai titolari di abbonamento annuale Metrebus zona A, riconosciuta automaticamente attraverso l’app di noleggio. Nel bando sarà inoltre premiata l’estensione del servizio lungo le principali direttrici metro-ferroviarie.
Le nuove regole cercano contemporaneamente di ridurre l’impatto della micromobilità sullo spazio pubblico. Nel centro saranno introdotti tetti massimi per ciascun operatore e tipologia di mezzo: 30 unità nella ZTL Tridente, 300 nella ZTL Centro storico diurna escluso il Tridente, 70 nella ZTL Trastevere notturna e 800 nel resto del I Municipio.
Nelle periferie la logica sarà opposta: ogni operatore dovrà coprire almeno 95 chilometri quadrati e garantire, nelle aree periferiche individuate dal Piano generale del traffico urbano, almeno 12 monopattini e 6 biciclette per chilometro quadrato. L’obiettivo è trasformare lo sharing in un servizio disponibile anche nei quartieri dove la domanda è meno redditizia, evitando la concentrazione dei mezzi nelle sole zone centrali e turistiche.
Più stringenti anche le norme sulla sosta: il noleggio potrà essere concluso solo documentando con una fotografia il corretto parcheggio e le app dovranno impedire la chiusura della corsa nelle aree interdette. I mezzi parcheggiati irregolarmente dovranno essere rimossi entro sei ore dalla segnalazione. Sono inoltre previsti stalli obbligatori, limitazioni della velocità nelle aree più delicate e postazioni per la disponibilità dei caschi.
Il bando richiederà anche dispositivi tecnologici capaci di impedire la partenza del monopattino quando viene rilevata la presenza di due persone a bordo. I mezzi non potranno avere più di 24 mesi e gli operatori dovranno utilizzare esclusivamente energia rinnovabile per la ricarica, prevedere procedure per il riciclo delle batterie e garantire elevati livelli di disponibilità della flotta.
Il rispetto delle prescrizioni sarà verificato automaticamente da Roma Servizi per la Mobilità attraverso sette rilevazioni giornaliere. Il sistema sanzionatorio prevede aumenti del canone, sospensioni progressive e, per le violazioni reiterate, la decadenza dell’autorizzazione.
La scelta della Capitale è quindi quella di mantenere la micromobilità condivisa, diversamente da alcune città europee che hanno deciso di vietare i monopattini in sharing, ma inserendola più nettamente nel sistema della mobilità urbana: integrazione con il TPL, maggiore copertura delle periferie, meno mezzi nel centro storico e controlli più stringenti sull’utilizzo dello spazio pubblico.
