Sicurezza stradale e mobilità sostenibile: nel 2023 ancora 1,34 milioni di morti nel mondo

18 agosto 2026

La transizione verso sistemi di mobilità più sostenibili non può essere separata dalla sicurezza. Nel 2023 gli incidenti stradali hanno provocato nel mondo 1,34 milioni di morti e 50,9 milioni di persone ferite, causando complessivamente la perdita di 75,3 milioni di anni di vita in buona salute.

A stimarlo è una nuova analisi del Global Burden of Disease Study 2023, pubblicata su The Lancet Public Health, che prende in esame 204 Paesi e territori nel periodo 1990-2023.

In poco più di trent’anni sono stati compiuti progressi importanti: il tasso standardizzato di mortalità è diminuito del 32,3% e quello delle lesioni del 38,3%. La riduzione, tuttavia, è estremamente diseguale. Nei Paesi a basso reddito si registrano 43,8 morti ogni 100.000 abitanti, contro 7,5 nei Paesi ad alto reddito.

La sicurezza delle persone dipende infatti dall’intero sistema di mobilità. Infrastrutture progettate per contenere le velocità, reti pedonali e ciclabili protette, trasporto pubblico efficiente, veicoli più sicuri e sistemi di soccorso adeguati possono ridurre drasticamente le conseguenze degli errori umani.

Non a caso il Piano globale ONU per il Decennio d’azione sulla sicurezza stradale 2021-2030 richiama esplicitamente la necessità di promuovere camminare, andare in bicicletta e utilizzare il trasporto pubblico in condizioni di sicurezza, collegando sicurezza stradale, salute e mobilità sostenibile.

Il tema riguarda soprattutto le nuove generazioni: secondo lo studio le lesioni stradali rappresentano la prima causa di morte al mondo tra i maschi di 10-39 anni.

L’obiettivo internazionale è dimezzare entro il 2030 morti e feriti rispetto all’inizio del decennio. Per raggiungerlo non bastano campagne rivolte ai comportamenti individuali: occorre intervenire sulla progettazione stessa dei sistemi urbani e della mobilità, secondo il principio che l’errore umano non dovrebbe mai determinare la morte o lesioni gravi.

Da questo punto di vista, politiche come Città 30, strade scolastiche, reti ciclabili continue e protette, trasporto pubblico di qualità e riduzione dello spazio occupato dall’auto privata non sono soltanto interventi ambientali: sono anche strumenti di prevenzione sanitaria e di sicurezza stradale.

Fonte: The Lancet Public Health, Global Burden of Disease Study 2023.


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