Cambiamo aria: ozono oltre i limiti durante l’estate, città portuali in difficoltà per il NO₂

12 agosto 2026

L’aggiornamento del progetto “Cambiamo aria” a fine luglio 2026 conferma l’urgenza di accelerare le politiche per la qualità dell’aria e la decarbonizzazione delle città.

Il monitoraggio, realizzato dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign in collaborazione con ISDE Italia, mostra una forte criticità per l’ozono nei mesi di giugno e luglio, concentrazioni elevate di biossido di azoto soprattutto nelle città portuali e numerosi superamenti per PM10 e PM2,5.

Ozono: limiti annuali superati in soli due mesi

L’ozono troposferico è un inquinante secondario che si forma attraverso reazioni fotochimiche favorite dall’irraggiamento solare e dalle alte temperature. I dati 2026 riguardano i mesi di giugno e luglio, nei quali il problema ha assunto dimensioni particolarmente rilevanti.

La soglia di 120 µg/m³ è stata superata per 52 giorni a Torino Lingotto e Bergamo Meucci, 50 a Torino Rubino, 47 a Vicenza Quartiere Italia, 44 a Modena Parco Ferrari e 43 in diverse stazioni di Milano, Verona, Parma e Bologna.

In appena due mesi molte città hanno quindi già superato il futuro limite europeo di 18 giorni e l’attuale valore obiettivo di 25 superamenti nell’intero anno.

La situazione risulta generalmente peggiore rispetto a giugno e luglio 2025. Torino Lingotto passa da 24 a 52 superamenti, Torino Rubino da 35 a 50, Bologna Giardini Margherita da 15 a 43 e Brescia Villaggio Sereno da 9 a 34.

Il dato evidenzia la relazione sempre più stretta tra qualità dell’aria e crisi climatica: estati più calde e frequenti ondate di calore creano condizioni favorevoli alla formazione dell’ozono. Servono quindi politiche integrate che riducano contemporaneamente le emissioni climalteranti e quelle dei precursori dell’ozono.

NO₂: necessario intervenire nelle aree portuali

Per il biossido di azoto, le medie più alte dei primi sette mesi dell’anno interessano Palermo Di Blasi, con 47 µg/m³, Genova via Buozzi e Venezia Sacca Fisola con 46, Catania viale Vittorio Veneto con 40 e Napoli Ente Ferrovie e Genova Corso Europa con 39.

Rispetto al limite giornaliero di 50 µg/m³ previsto dalla Direttiva europea per il 2030, si contano già 85 superamenti a Palermo, 83 a Genova via Buozzi, 53 a Napoli, 43 a Genova Corso Europa e 36 a Catania.

La presenza di numerose città portuali ai vertici della graduatoria richiede una valutazione approfondita del contributo delle navi, delle operazioni portuali e del traffico merci. Le centraline non consentono di attribuire direttamente l’inquinamento a una singola fonte, ma i dati confermano l’urgenza di intervenire sulle diverse attività di combustione presenti nelle aree urbane e portuali.

Occorre accelerare l’elettrificazione delle banchine e dei mezzi di servizio, utilizzare energia rinnovabile, rinnovare le flotte e trasferire una quota crescente del trasporto delle merci dalla strada alla ferrovia.

Polveri sottili: il problema tornerà ad aggravarsi in inverno

Sebbene PM10 e PM2,5 siano inquinanti più critici nei mesi freddi, il bilancio aggiornato a luglio registra già numerosi superamenti.

Per il PM10, Milano Marche ha oltrepassato per 41 giorni la soglia attuale di 50 µg/m³ e Verona Corso Milano per 40 giorni, superando il massimo annuale consentito di 35.

Per il PM2,5, il futuro valore giornaliero europeo di 25 µg/m³ è stato superato per 52 giorni a Padova Mandria, 50 a Milano Marche, 49 a Milano Pascal e 48 nelle stazioni torinesi di Rebaudengo e Rubino. Dal 2030 saranno consentiti soltanto 18 superamenti all’anno.

Con il ritorno delle condizioni autunnali e invernali, caratterizzate da maggiori emissioni per il riscaldamento e dal ristagno degli inquinanti, il quadro potrà peggiorare ulteriormente.

L’aggiornamento di “Cambiamo aria” mostra dunque la necessità di politiche strutturali e coordinate: meno traffico motorizzato privato, più trasporto pubblico e mobilità attiva, edifici efficienti, energia rinnovabile, porti elettrificati e una logistica urbana e nazionale meno dipendente dai combustibili fossili.

DATI ANNO 2026 – giornalieri e riepilogativi per città


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