Venezia conferma il contributo di accesso: meno picchi turistici e più strumenti per governare i flussi

29 luglio 2026

Si è conclusa il 26 luglio la sperimentazione 2026 del contributo di accesso a Venezia. La misura, applicata per 60 giornate tra aprile e luglio, conferma il proprio obiettivo principale: non limitare il numero dei visitatori, ma gestire in modo più equilibrato gli afflussi nella città storica.

Secondo i dati preliminari del Comune sono stati emessi 679.553 voucher a pagamento, per un incasso di oltre 5,2 milioni di euro, un risultato sostanzialmente in linea con quello del 2025. Più significativo dell’aspetto economico è però l’effetto sulla distribuzione delle presenze.

Nel 2026 soltanto una giornata ha superato i 20.000 accessi, contro le tre del 2025 e le quattro del 2024. La quota delle giornate caratterizzate da picchi elevati è così scesa dall’13,8% del primo anno di sperimentazione all’1,7%, indicando una maggiore capacità del sistema di distribuire gli arrivi nel tempo.

Quasi un visitatore su due ha inoltre prenotato con anticipo beneficiando della tariffa ridotta di 5 euro, mentre poco più della metà ha acquistato il titolo negli ultimi tre giorni pagando 10 euro. Il meccanismo tariffario sembra quindi favorire una programmazione più consapevole delle visite.

L’Amministrazione comunale sottolinea che il contributo di accesso rappresenta soprattutto uno strumento di raccolta dati e governo dei flussi. Le informazioni raccolte consentiranno infatti di valutare l’influenza del calendario, delle condizioni meteorologiche e della domanda turistica per migliorare ulteriormente il sistema.

L’esperienza di Venezia evidenzia come la gestione della pressione turistica possa affiancare le tradizionali politiche di mobilità sostenibile e di tutela dei centri storici. Governare i flussi significa infatti ridurre la congestione negli spazi pubblici, migliorare la qualità dell’esperienza dei visitatori e limitare gli impatti sulla vita quotidiana dei residenti.

Parte delle risorse raccolte sarà destinata proprio ai cittadini: detratte le spese di gestione, circa 1,77 milioni di euro finanzieranno la riduzione della TARI, rafforzando il principio secondo cui il turismo deve contribuire ai costi di gestione della città e alla qualità dei servizi locali.


↑ torna in cima