Sicurezza stradale: l’Italia riduce i morti ma resta lontana dagli obiettivi europei
I dati ACI-Istat sugli incidenti stradali del 2025 mostrano un quadro in chiaroscuro. Le vittime diminuiscono del 5,3% rispetto all’anno precedente, scendendo a 2.868, ma aumentano gli incidenti (+2,2%) e i feriti (+1,7%), segno che la ripresa della mobilità continua a produrre un elevato numero di collisioni.
Il risultato rappresenta un passo avanti, ma non basta per raggiungere il traguardo europeo di dimezzare le vittime entro il 2030. Dal 2019 la riduzione dei decessi è infatti pari al 9,6%, mentre sarebbe necessario un ritmo di diminuzione significativamente più elevato. Inoltre l’Italia presenta ancora un tasso di mortalità di 48,7 morti per milione di abitanti, superiore alla media europea di 43.
Tra gli elementi che destano maggiore attenzione vi è l’aumento delle vittime tra gli utenti della mobilità attiva e della micromobilità: crescono i decessi di ciclisti, utenti di biciclette elettriche e monopattini, che insieme evidenziano la necessità di accelerare gli interventi per rendere più sicure le strade urbane. Gli utenti vulnerabili rappresentano ormai oltre la metà delle vittime complessive.
Anche le cause degli incidenti confermano la centralità delle politiche di prevenzione: distrazione, mancato rispetto della precedenza, velocità e manovre scorrette continuano a rappresentare quasi la metà degli incidenti.
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Per Kyoto Club questi dati rafforzano la necessità di investire in una mobilità urbana più sicura e sostenibile: moderazione della velocità, riqualificazione dello spazio pubblico, protezione degli utenti vulnerabili, potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità ciclabile sono strumenti indispensabili per coniugare sicurezza, salute e sostenibilità.
