Milano, la rete ciclabile punta oltre i 350 chilometri entro il 2027
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Milano punta a superare entro il 2027 i 350 chilometri di piste e corsie ciclabili, rispetto agli attuali 332, completando una serie di interventi già avviati e preparando una rete di più lungo periodo che potrebbe arrivare fino a 500 chilometri.
L’obiettivo dell’amministrazione non riguarda soltanto l’aumento quantitativo dei percorsi, ma anche la loro continuità. Uno dei principali problemi della rete milanese resta infatti la presenza di interruzioni, attraversamenti poco fluidi e collegamenti incompleti tra tratti già esistenti.
Tra i cantieri più rilevanti c’è quello del ponte della Ghisolfa. Il percorso ciclabile, già aperto nel tratto tra piazzale Lugano e la sommità del cavalcavia, dovrebbe essere completato tra febbraio e marzo 2027 con la discesa verso via Mac Mahon. L’intervento richiede anche lo spostamento dei pali della rete filoviaria.
È invece quasi terminata la ciclabile di via Boifava, nel quartiere Chiesa Rossa. Il percorso, finanziato con 570 mila euro del PNRR, collega via dei Missaglia con il Naviglio Pavese e si integra con altre infrastrutture ciclabili della zona.
Nuove corsie in segnaletica sono previste anche lungo la circonvallazione della filovia 90-91, nell’ambito della riqualificazione della sede preferenziale. I lavori interessano l’asse tra piazza Stuparich, piazzale Lotto e piazzale Zavattari, mentre è in progettazione il tratto verso via Mac Mahon. Le protezioni fisiche saranno concentrate soprattutto negli incroci e nei punti ritenuti più critici.
Prosegue anche il progetto BEATS, acronimo di Bagolari East to South, che dovrà collegare piazzale Bacone e piazza Argentina con il Naviglio Pavese. Sono in fase di completamento i tratti tra piazza Buozzi, via Piacenza e via Giulio Romano. Dopo il 2027 è previsto il prolungamento verso i Municipi 2 e 3, passando per via Bronzetti, via Castel Morrone e via Eustachi.
Eliminare le interruzioni della rete
Prima della fine del mandato il Comune prevede di intervenire anche su due nodi particolarmente problematici.
In piazzale Dateo dovrà essere ricucito il collegamento tra la ciclabile di corso Indipendenza, sviluppata ai lati dell’area alberata, e quella centrale di corso Plebisciti. Attualmente i ciclisti attraversano la piazza seguendo i percorsi pedonali e devono affrontare tre diversi semafori.
Un intervento analogo interesserà via Foppa, dove la pista si interrompe. La continuità degli itinerari è indicata dall’amministrazione come una delle priorità della programmazione ciclabile.
Il Comune intende inoltre introdurre una segnaletica più chiara per indicare itinerari, direzioni e collegamenti tra le diverse ciclabili. La prima sperimentazione dovrebbe partire in corso Monforte, per poi essere estesa a corso Buenos Aires.
Parallelamente si lavora alla progettazione della futura rete lungo la Cerchia dei Bastioni e alle connessioni con gli itinerari ciclabili della circonvallazione 90-91.
Il Biciplan Cambio verso l’hinterland
Fuori dai confini comunali prosegue lo sviluppo del Biciplan Cambio della Città metropolitana, che prevede 750 chilometri di percorsi distribuiti su 24 linee.
Sono quasi completate la linea 2, che collega il nord di Milano con Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Bresso, e la linea 7, diretta verso Linate, Peschiera Borromeo e Paullo. Nuovi finanziamenti statali dovrebbero permettere di avanzare anche sulle linee 5, 6, 12 e 15.
La realizzazione di collegamenti continui tra Milano e i Comuni dell’hinterland è essenziale per trasformare la bicicletta in un’alternativa concreta anche per gli spostamenti quotidiani di medio raggio, non soltanto per quelli interni ai quartieri.
Le prime strade urbane ciclabili
Tra le novità previste dal piano comunale per la mobilità attiva c’è anche l’introduzione delle strade urbane ciclabili, inserite nel Codice della strada dal 2020 ma non ancora realizzate a Milano.
Si tratta di strade con limite massimo di 30 chilometri orari nelle quali automobili, motocicli e biciclette condividono la carreggiata, ma con priorità assegnata ai ciclisti. Sono generalmente utilizzate su assi a basso traffico e devono essere riconoscibili attraverso una specifica segnaletica verticale e orizzontale.
L’assenza per anni di cartelli ministeriali omologati ne ha rallentato l’applicazione. Ora il Comune punta a sperimentarle soprattutto nei controviali delle grandi arterie, dove il traffico automobilistico è meno intenso rispetto alle carreggiate centrali.
Tra le possibili strade indicate figurano corso Sempione, viale Fulvio Testi, viale Certosa, viale Campania e viale Molise.
La Consulta comunale per la Mobilità attiva propone di partire anche da alcune vie di quartiere a senso unico, in particolare nei pressi di scuole, servizi e luoghi frequentati da bambini e anziani.
Lo sviluppo delle strade urbane ciclabili potrebbe contribuire a estendere rapidamente la rete senza ricorrere ovunque a infrastrutture separate. Perché questa soluzione sia realmente efficace, tuttavia, sarà necessario garantire limiti di velocità rispettati, riduzione dei flussi automobilistici e una segnaletica facilmente comprensibile.
