Strade europee ancora poco sicure: serve ridurre velocità e centralità dell’auto
La sicurezza stradale europea procede troppo lentamente e continua a mostrare profonde disuguaglianze tra i diversi Paesi. È quanto emerge dal progetto Trendline, che ha analizzato velocità, comportamenti di guida, dispositivi di sicurezza e tempi di soccorso nell’Unione europea.
Il dato più preoccupante riguarda le città: in diversi Stati membri meno del 50% dei veicoli rispetta i limiti di velocità sulle strade urbane. Proprio negli spazi condivisi con pedoni e ciclisti, velocità eccessive e infrastrutture ancora prevalentemente pensate per le automobili rendono più difficile raggiungere gli obiettivi europei di riduzione delle vittime.
Il rapporto segnala anche un utilizzo insufficiente delle cinture sui sedili posteriori, errori nell’installazione dei seggiolini per bambini e una diffusione molto disomogenea del casco tra chi si muove in bicicletta. Nel 2024 sulle strade dell’Unione europea sono morte 19.940 persone.
I risultati confermano che non bastano campagne informative e tecnologie installate sui veicoli. Servono politiche integrate: città a 30 km/h, strade più sicure, maggiore spazio per la mobilità attiva, controlli efficaci e una riduzione strutturale della dipendenza dall’automobile. La sicurezza stradale deve diventare parte integrante delle politiche climatiche, ambientali e di trasformazione urbana.
Fonte: Ambientenonsolo
