Mobilità urbana, l’Europa indica la strada per città meno dipendenti dall’auto

18 luglio 2026

Ridurre la dipendenza dall’automobile privata e rendere le città più sane, sicure e inclusive: è l’obiettivo della terza edizione delle linee guida europee sui Piani urbani della mobilità sostenibile, aggiornata alla luce del Green Deal, delle politiche climatiche europee e del nuovo regolamento sulla rete TEN-T.

Il trasporto pubblico viene confermato come spina dorsale della mobilità sostenibile, affiancato da ciclabilità, pedonalità, mobilità condivisa e nodi di interscambio. L’elettrificazione dell’auto privata, da sola, non è sufficiente: occorrono servizi collettivi frequenti e accessibili, corsie preferenziali, reti tramviarie e metropolitane, tariffe integrate e una diversa gestione dello spazio urbano.

Le nuove indicazioni europee integrano anche la logistica, prevedendo micro-hub, consegne a zero emissioni, regolazione degli accessi e migliore organizzazione dell’ultimo miglio. Centrale è inoltre il monitoraggio degli effetti reali dei piani su clima, qualità dell’aria, rumore, sicurezza e accessibilità.

Il messaggio rivolto alle amministrazioni è chiaro: non basta approvare un PUMS. Il piano deve orientare investimenti, bilanci, politiche della sosta e scelte urbanistiche, coinvolgendo cittadini e imprese e intervenendo sulla scala metropolitana dei flussi reali. La transizione si misurerà nella capacità di offrire più alternative all’auto, riducendo traffico, emissioni e consumo di spazio pubblico.

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