Limiti UE sulla qualità dell’aria: senza una forte riduzione del diesel urbano il 2030 sarà difficile da raggiungere
Il dibattito sulle limitazioni ai veicoli diesel continua a dividere politica e opinione pubblica, ma un nuovo studio francese richiama l’attenzione sui dati scientifici. Secondo l’analisi, rispettare i nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria che entreranno pienamente in vigore dal 2030 sarà molto difficile senza una consistente riduzione della presenza dei diesel nelle città.
Il punto centrale è rappresentato dal biossido di azoto (NO₂), inquinante strettamente associato al traffico veicolare e in particolare ai motori diesel. Lo studio evidenzia che il solo ricambio del parco auto non basterà a rispettare i nuovi valori limite: serviranno politiche integrate che comprendano zone a basse emissioni, potenziamento del trasporto pubblico, mobilità attiva e una progressiva riduzione della dipendenza dall’auto privata.
Il lavoro rappresenta un contributo importante anche per il dibattito italiano, dove diverse Regioni stanno chiedendo un rinvio degli obiettivi europei. Lo studio suggerisce invece che ritardare gli interventi potrebbe rendere ancora più difficile raggiungere i limiti previsti, con conseguenze sia sul piano sanitario sia sul rischio di nuove procedure d’infrazione.
