Trasporto merci urbano, Kyoto Club: la transizione resta troppo lenta
I nuovi grafici dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities, elaborati su dati ACI 2025, mostrano un quadro molto chiaro: nelle città italiane il trasporto merci urbano resta ancora fortemente dipendente dal gasolio, mentre l’elettrificazione delle flotte procede con grande lentezza.
Considerando l’insieme dei veicoli merci, cioè autocarri, motocarri, quadricicli e trattori, il gasolio supera l’80% in quasi tutte le città analizzate. Le quote più alte si registrano a Cagliari con il 90,2%, Venezia con l’88,8%, Padovacon l’88,7%, Prato con l’88,5%, mentre anche grandi città come Roma e Torino restano su valori molto elevati, rispettivamente 83,8% e 84,3%.
L’elettrico, al contrario, rimane marginale. Nel totale dei veicoli merci, la quota più alta è quella di Torino, con appena il 2,6%, seguita da Roma con il 2,2%. In molte città il dato resta sotto l’1%, confermando il forte ritardo della logistica urbana rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione.

Il divario è ancora più evidente per gli autocarri, la componente principale del trasporto merci cittadino: il gasolio arriva al 92,8% a Roma, al 91,9% a Catania, al 91,3% a Firenze, all’89,8% a Prato e all’88,9% a Padova. Gli autocarri elettrici superano il 2% solo a Torino e Venezia, entrambe al 2,2%.
Un’eccezione parziale riguarda i motocarri, dove l’elettrico raggiunge livelli più significativi in alcune città: spicca Torino con il 40,9%, seguita da Roma con l’8,8%, Firenze e Venezia con il 7%, Milano con il 6,3% e Padova con il 6,2%. Si tratta però di una categoria specifica, che non modifica il quadro generale della logistica urbana, ancora dominata dai combustibili fossili.
Per Kyoto Club, questi dati indicano una priorità ormai evidente: la transizione della mobilità urbana non può riguardare solo le auto private. Il trasporto merci incide su qualità dell’aria, emissioni climalteranti, congestione, sicurezza stradale e occupazione dello spazio pubblico, soprattutto nei quartieri più densi e nelle aree centrali.
Servono quindi politiche urbane più incisive: rinnovo delle flotte commerciali, incentivi mirati per veicoli elettrici e mezzi leggeri, diffusione di cargo bike e micro-hub per l’ultimo miglio, infrastrutture di ricarica dedicate, regole di accesso alle ZTL e premialità per gli operatori che riducono emissioni e ingombro urbano.
La logistica urbana deve diventare una parte centrale dei PUMS, dei piani merci e delle strategie locali per la qualità dell’aria e la neutralità climatica. Senza una svolta nel trasporto merci, la decarbonizzazione delle città resterà incompleta.

