Piemonte, diesel Euro 5: Torino Respira chiede trasparenza sulle misure alternative
Secondo il Comitato Torino Respira, la cancellazione del blocco dei diesel Euro 5 in Piemonte rischia di trasformarsi in un arretramento nella lotta all’inquinamento atmosferico. La Regione ha annunciato misure alternative considerate “equivalenti” al divieto di circolazione, ma il Comitato contesta l’assenza di una dimostrazione pubblica, accessibile e verificabile dei benefici emissivi attesi.
La vicenda arriva dopo anni di annunci e rinvii: il blocco, inizialmente anticipato dalla stessa Regione, è stato più volte posticipato e progressivamente ridimensionato, fino alla cancellazione. Per Torino Respira il punto non è solo politico, ma soprattutto sanitario e scientifico: senza dati chiari non è possibile valutare se le nuove misure compensino davvero le emissioni che sarebbero state evitate fermando circa 307mila veicoli diesel Euro 5.
Tra gli interventi più discussi ci sono i sistemi di nebulizzazione dell’acqua, i dispositivi filtranti localizzati e gli incentivi all’uso di biocarburanti HVO nei veicoli diesel Euro 5 e 6. Il Comitato evidenzia che queste soluzioni non possono essere considerate automaticamente equivalenti a una riduzione strutturale del traffico inquinante, soprattutto per quanto riguarda gli ossidi di azoto, tra i principali precursori del particolato secondario nelle aree urbane.
Torino Respira chiede quindi alla Regione Piemonte di pubblicare i modelli emissivi utilizzati per giustificare la scelta, di sottoporli a una revisione indipendente da parte di Arpa Piemonte e di informare i cittadini prima dell’erogazione degli incentivi. Per Kyoto Club il caso conferma un nodo centrale delle politiche per la qualità dell’aria nel Bacino Padano: la transizione non può essere affidata a rinvii o soluzioni di facciata, ma richiede misure verificabili, efficaci e orientate alla tutela della salute pubblica.
