Genova, l’Osservatorio Ambiente e Salute chiude il primo percorso su porto, inquinamento e tutela sanitaria
A Genova si è concluso il primo percorso tematico dell’Osservatorio Ambiente e Salute, dedicato all’inquinamento nelle aree portuali e nel centro città. Il terzo e ultimo incontro si è svolto a Palazzo Tursi, con la partecipazione delle assessore Silvia Pericu all’Ambiente e Cristina Lodi al Welfare, dell’assessore alla mobilità sostenibile Emilio Robotti, di enti territoriali, comitati e associazioni locali.
Il percorso ha fatto il punto sulle iniziative avviate nell’ultimo anno per ridurre le ricadute ambientali e sanitarie delle attività portuali. Tra le misure evidenziate figurano le nuove centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria a Cornigliano, Sampierdarena e San Teodoro, gli investimenti infrastrutturali per separare il traffico portuale da quello privato e l’avvio di tavoli di co-programmazione per servizi specifici rivolti alla tutela della salute delle persone.
L’Amministrazione segnala anche il rafforzamento del coordinamento tra istituzioni e territorio, con iniziative collegate come il potenziamento dei controlli sui fumi emessi dalle navi, l’avanzamento dell’iter per l’elettrificazione delle banchine portuali e l’impiego di combustibili meno inquinanti nel trasporto marittimo.
Il Comune riconosce che il lavoro da fare resta ancora ampio, come ribadito da associazioni e comitati, ma presenta l’Osservatorio come uno strumento stabile di confronto, trasparenza e coordinamento tra enti pubblici, comunità locali e mondo scientifico. L’obiettivo è mettere a sistema dati ambientali e sanitari, individuare criticità e proporre misure operative per ridurre l’impatto dell’inquinamento sulla salute.
Per Kyoto Club, il caso di Genova conferma la centralità del rapporto tra porto, qualità dell’aria, mobilità urbana e salute pubblica. Monitoraggio, elettrificazione delle banchine, riduzione delle emissioni navali e separazione dei flussi di traffico sono interventi essenziali, ma devono essere accompagnati da obiettivi misurabili, tempi certi e piena trasparenza dei dati, affinché il confronto istituzionale produca benefici concreti per i quartieri più esposti.
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