Piemonte, richiesta di rinvio al 2040 dei limiti UE sull’aria: una scelta da non trasformare in alibi
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Il Piemonte si prepara a chiedere, insieme a Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, lo spostamento al 2040 dell’applicazione dei nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria, previsti al 2030. Secondo la Regione, non si tratterebbe di una deroga, ma dell’utilizzo di uno strumento previsto dalla stessa direttiva UE per territori con particolari condizioni orografiche e climatiche, come la Pianura Padana.
La posizione del Piemonte è che i nuovi valori su PM10, PM2,5, biossido di azoto e altri inquinanti sarebbero molto difficili da rispettare entro il 2030, nonostante un trend complessivo di miglioramento. Per questo le Regioni del Bacino Padano intendono aggiornare a settembre l’accordo del 2017 e chiedere al Governo di sostenere un nuovo cronoprogramma.
Per Kyoto Club, però, proprio la gravità della situazione dovrebbe spingere ad accelerare le politiche di riduzione delle emissioni, non a rinviarle. Spostare l’obiettivo al 2040 rischia di trasformare una possibilità tecnica prevista dalla direttiva in un alibi politico.
Il nuovo Piano piemontese per la qualità dell’aria prevede misure come biodiesel, riforestazione urbana, Zone 30 e semafori intelligenti. Interventi utili, ma difficilmente sufficienti senza una strategia più incisiva su traffico privato, diesel, riscaldamento, agricoltura e logistica.
Fonte: la Repubblica.
