Trasporto pubblico gratuito: modelli avanzati per misurare benefici ambientali e sociali
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Lo studio sviluppato da Francesca Nadalini con GO-Mobility e il Politecnico di Milano mostra come i modelli activity-based possano supportare politiche urbane più efficaci.
Le politiche di gratuità del trasporto pubblico vengono spesso indicate come uno strumento utile per ridurre traffico, emissioni e dipendenza dall’auto privata. Tuttavia, stimarne con precisione gli effetti ambientali e sociali resta una sfida complessa.
Uno studio realizzato da Francesca Nadalini del Politecnico di Milano durante un’esperienza presso GO-Mobility mette in evidenza il ruolo dei modelli “activity-based”, supportati da big data GPS anonimi, per simulare in modo realistico i cambiamenti nelle abitudini di mobilità urbana.
L’approccio consente di analizzare non soltanto quanti utenti sceglierebbero il trasporto pubblico gratuito, ma anche come cambierebbero le attività quotidiane, le distanze percorse e le modalità di spostamento.
Tra gli aspetti più rilevanti figurano la possibilità di valutare con maggiore precisione la riduzione dell’uso dell’auto privata, i benefici sulla qualità dell’aria e sulle emissioni climalteranti, oltre agli effetti sull’accessibilità urbana e sull’equità sociale.
Secondo lo studio, questi strumenti possono supportare le amministrazioni nella definizione di politiche più efficaci e mirate, superando approcci troppo semplificati e favorendo una pianificazione urbana coerente con gli obiettivi della transizione ecologica.
Per chi vuole approfondire: https://ambientenonsolo.com/gratuita-del-trasporto-pubblico-come-stimarne-davvero-gli-effetti-con-i-modelli-activity-based/
