Roma punta sull’urbanistica di genere: trasporti capillari e spazio pubblico per una mobilità più equa

18 aprile 2026

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Roma guarda all’urbanistica di genere come leva strategica per rendere la mobilità urbana più inclusiva ed efficiente. Il primo Quaderno della città che cambia, presentato in Campidoglio, propone un cambio di paradigma: progettare la città partendo dai bisogni concreti di chi la vive ogni giorno – in particolare donne, anziani, bambini e persone con mobilità ridotta.

Il documento evidenzia un limite strutturale delle politiche di mobilità tradizionali, ancora troppo centrate su spostamenti lineari casa-lavoro. Al contrario, una parte rilevante della popolazione si muove con tragitti brevi, multipli e distribuiti nell’arco della giornata, spesso legati ad attività di cura e servizi di prossimità. Da qui la necessità di rafforzare un trasporto pubblico più capillare, interconnesso e accessibile.

L’approccio proposto integra mobilità e spazio pubblico: marciapiedi continui e accessibili, attraversamenti sicuri, illuminazione adeguata e percorsi pedonali di qualità diventano infrastrutture fondamentali per abilitare la mobilità attiva e l’uso del trasporto collettivo. Interventi che migliorano sicurezza e fruibilità, riducendo al tempo stesso la dipendenza dall’auto privata.

La sperimentazione partirà dal quartiere Spinaceto, nell’ambito del programma “15 Municipi, 15 progetti per la città in 15 minuti”, con l’obiettivo di costruire quartieri più autosufficienti e servizi facilmente raggiungibili.

Per il Kyoto Club, l’esperienza di Roma conferma come politiche urbane integrate e orientate all’equità possano contribuire a città più vivibili, resilienti e sostenibili, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione e miglioramento della qualità dell’aria.

👉 Leggi l’articolo completo: https://italy.cleancitiescampaign.org/pums-updates/roma-punta-sullurbanistica-di-genere-trasporti-capillari-e-spazio-pubblico-per-una-mobilita-piu-equa/


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