Qualità dell’aria, primo trimestre 2026 già critico in molte città italiane

5 aprile 2026

Nei primi tre mesi del 2026 molte città italiane hanno già registrato livelli di inquinamento atmosferico incompatibili con i futuri standard europei e con le raccomandazioni sanitarie internazionali. L’aggiornamento del progetto Cambiamo aria, realizzato da ISDE Italia insieme all’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, mostra un quadro ancora molto preoccupante per PM10, PM2,5 e biossido di azoto.

Per il PM10 diverse città hanno già superato in un solo trimestre il numero massimo di giorni ammessi in un anno dalla nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria. Tra i casi più evidenti ci sono Milano, Verona e Modena, ma anche Venezia, Vicenza, Brescia, Torino, Padova, Parma, Bergamo e Bologna.

Ancora più allarmante è il dato sul PM2,5, l’inquinante che ha gli impatti sanitari più rilevanti: Padova, Milano, Torino, Modena, Parma, Brescia, Verona, Vicenza e Bologna registrano già oltre 30 giorni sopra la soglia giornaliera prevista dalla direttiva europea.

Anche il NO2, fortemente associato alle emissioni da traffico, mostra criticità diffuse: a fine marzo il limite giornaliero previsto dalla futura normativa europea risulta già superato in città come Palermo, Torino, Genova, Milano e Napoli.

Il monitoraggio, basato sui dati delle reti regionali ARPA/APPA in 58 centraline di 27 città, conferma che l’inquinamento urbano resta una delle principali emergenze ambientali e sanitarie del Paese. Per centrare gli obiettivi al 2030 servono misure strutturali e rapide, soprattutto nelle aree urbane più esposte: trasporto pubblico più efficiente, mobilità attiva, riduzione del traffico e politiche più incisive sulle emissioni.

DATI ANNO 2026 – giornalieri e riepilogativi per città


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