Bambini e sicurezza stradale: una priorità per città più sicure e moderne

27 marzo 2026

I dati del primo rapporto ASAPS sui minori di 14 anni riportano al centro del dibattito pubblico un tema cruciale per il futuro delle città italiane: la sicurezza dei bambini sulle strade. Nonostante i progressi degli ultimi decenni, il bilancio resta ancora troppo elevato e richiede un salto di qualità nelle politiche urbane e della mobilità.

Un problema ancora aperto

Dal 1991 al 2024 sulle strade italiane hanno perso la vita 3.560 bambini, con circa 394 mila feriti.

Il miglioramento rispetto agli anni ’90 è evidente, ma la riduzione procede troppo lentamente: negli ultimi anni il calo dei decessi è stato solo del 18%, ben al di sotto degli obiettivi europei.

Nel 2024:

  • 29 bambini deceduti
  • 9.799 feriti

Numeri che mostrano come la sicurezza stradale resti una delle principali sfide della mobilità urbana contemporanea.

La qualità dello spazio urbano fa la differenza

Il rapporto evidenzia che gli incidenti coinvolgono i bambini in tutte le modalità di spostamento:

  • come passeggeri in auto
  • come pedoni, spesso sulle strisce
  • come ciclisti

Questo dato rafforza un punto chiave: la sicurezza non dipende solo dai comportamenti individuali, ma soprattutto da come sono progettate le città.

Strade ad alta velocità, attraversamenti insicuri, carenza di infrastrutture ciclabili e spazi pubblici non protetti aumentano il rischio per gli utenti più vulnerabili.

Sicurezza e sostenibilità: un’agenda comune

Investire sulla sicurezza dei bambini significa accelerare la transizione verso una mobilità più sostenibile ed efficiente.

Le azioni prioritarie sono ormai chiare:

  • diffusione delle Zone 30 nei contesti urbani
  • realizzazione di strade scolastiche e spazi pubblici sicuri
  • infrastrutture per la mobilità attiva (pedonalità e ciclabilità)
  • riduzione della velocità e moderazione del traffico
  • educazione e responsabilità diffusa

Questi interventi non solo salvano vite, ma migliorano la qualità urbana, riducono le emissioni e rafforzano la vivibilità delle città.

Innovazione e responsabilità per il futuro

Il rapporto richiama con forza anche il ruolo degli adulti: la sicurezza dei bambini è una responsabilità collettiva, che coinvolge famiglie, istituzioni e operatori della mobilità.

Per il Kyoto Club, questo tema si inserisce pienamente nelle politiche per città più innovative e competitive: città capaci di coniugare sicurezza, sostenibilità ambientale e qualità della vita.

Vision Zero: un obiettivo possibile

L’obiettivo indicato è ambizioso ma realistico: zero vittime sulle strade.

Per raggiungerlo serve un approccio integrato:

  • pianificazione urbana orientata alla sicurezza
  • investimenti in infrastrutture intelligenti
  • governance multilivello
  • utilizzo dei dati per guidare le decisioni

Ridurre a zero le vittime tra i più piccoli non è solo un dovere morale: è il segno di un Paese moderno, efficiente e capace di guardare al futuro.


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