Gas domestico in Europa: uno studio rivela livelli elevati di benzene e rischi sottostimati per la salute
Una ricerca condotta in sette città europee evidenzia la presenza di sostanze cancerogene nel gas naturale e segnala che le perdite, spesso impercettibili, possono superare i limiti di sicurezza.
Il gas naturale utilizzato nelle abitazioni europee potrebbe rappresentare un rischio per la salute maggiore di quanto finora stimato. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters, che ha analizzato la composizione del gas domestico e le perdite da fornelli in abitazioni situate in diverse città del Regno Unito, dei Paesi Bassi e dell’Italia.
La ricerca evidenzia la presenza significativa di Benzene, una sostanza classificata come cancerogena, all’interno del gas distribuito per uso domestico. I livelli rilevati risultano tra 9 e 73 volte superiori rispetto a quelli misurati in studi analoghi condotti in Nord America.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda le perdite di gas a fornelli spenti. Anche in assenza di utilizzo, sono state riscontrate micro-fughe che possono contribuire a incrementare la concentrazione di benzene negli ambienti interni. In alcuni casi, le simulazioni effettuate dai ricercatori indicano il possibile superamento del limite annuale previsto dall’Unione europea per questa sostanza.
A rendere il fenomeno ancora più critico è la minore presenza di odoranti nel gas europeo, le sostanze che normalmente permettono di percepire le fughe attraverso l’olfatto. Ciò significa che alcune perdite potenzialmente pericolose potrebbero passare inosservate, aumentando il rischio di esposizione prolungata.
Lo studio sottolinea quindi la necessità di rafforzare il monitoraggio della qualità del gas e di migliorare le politiche di sicurezza domestica, anche alla luce degli impatti sulla qualità dell’aria indoor. I risultati contribuiscono inoltre al dibattito più ampio sulla transizione energetica, evidenziando criticità legate all’uso del gas fossile non solo in termini climatici, ma anche sanitari.
