Auto ferme per il 98% del tempo: un capitale immobilizzato nelle città italiane

15 febbraio 2026

Nelle grandi città italiane le automobili restano parcheggiate per il 98% del tempo. È quanto emerge dall’analisi dei Floating Car Data – dati provenienti dai veicoli connessi – elaborata da GO-Mobility su oltre un milione di veicoli monitorati.

Nelle città metropolitane il 13% delle auto viene utilizzato in modo sporadico, al massimo quattro giorni al mese. La quota sale al 20% – un veicolo su cinque – se si considerano i soli confini comunali. Inoltre, l’uso medio quotidiano si attesta intorno ai 30 minuti al giorno, spesso per tragitti brevi.

Il paradosso italiano

Il dato è particolarmente significativo se messo in relazione con il tasso di motorizzazione nazionale. Secondo Eurostat (2024), l’Italia registra il valore più alto nell’Unione europea per numero di auto ogni mille abitanti.

Ci troviamo quindi di fronte a un paradosso: possediamo più automobili rispetto agli altri Paesi europei, ma una parte rilevante del parco circolante urbano viene utilizzata solo occasionalmente.

Questo fenomeno viene definito da GO-Mobility come “necessity ownership”: il possesso dell’auto come garanzia di libertà di movimento, come opzione di sicurezza da attivare quando necessario, anche se l’utilizzo reale è limitato. Non si tratta solo di un’abitudine culturale, ma di una risposta alla percezione – talvolta concreta – che le alternative di trasporto non siano sempre affidabili o sufficientemente capillari.

Un’opportunità per innovare la mobilità

La fotografia che emerge non è solo una criticità, ma anche un’opportunità. Una flotta urbana in larga parte “dormiente” rappresenta uno spazio di intervento per politiche che rafforzino il trasporto pubblico, la mobilità condivisa, l’intermodalità e le soluzioni digitali intelligenti.

Ridurre la dipendenza dal possesso individuale dell’auto non significa comprimere la libertà di scelta, ma ampliarla. Significa offrire alternative efficienti, competitive e tecnologicamente avanzate, in grado di coniugare salute pubblica, qualità urbana e competitività economica.

Le città italiane hanno oggi l’occasione di trasformare un modello basato sull’accumulo di veicoli poco utilizzati in un sistema più moderno, dinamico e orientato al futuro, capace di liberare spazio pubblico, ridurre le emissioni e migliorare la qualità della vita.

Fonte: GO-Mobility


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