Trasporti, il grande nodo climatico europeo

14 febbraio 2026

Il nuovo rapporto Sustainability of Europe’s mobility systems 2025 pubblicato dall’European Environment Agency lancia un messaggio chiaro: il settore dei trasporti resta il principale ostacolo al raggiungimento degli obiettivi climatici europei. A differenza di altri comparti, le emissioni climalteranti dei trasporti non sono diminuite dal 1990 e nel 2023 hanno rappresentato circa un terzo del totale UE.

La causa principale è la persistente centralità del trasporto su strada. Le auto private continuano a dominare la mobilità passeggeri, mentre il traffico merci su gomma cresce più rapidamente delle alternative ferroviarie e marittime. Questo modello genera non solo emissioni di gas serra, ma anche inquinamento atmosferico, rumore e rilevanti impatti sulla salute pubblica.

Il rapporto evidenzia come, nonostante i progressi tecnologici e la diffusione dei veicoli elettrici, la crescita complessiva dei volumi di traffico rischi di annullare i benefici ottenuti. Per questo l’EEA indica la necessità di affiancare alle soluzioni tecnologiche politiche di riduzione della domanda, promuovendo trasporto pubblico, mobilità attiva e una migliore organizzazione territoriale dei servizi.

Strumenti come il nuovo sistema ETS2 possono contribuire a orientare il mercato verso scelte più sostenibili, a condizione che i proventi vengano utilizzati per sostenere le fasce sociali più vulnerabili e per finanziare infrastrutture di mobilità pulita.

La transizione del settore dei trasporti non è solo una sfida climatica, ma anche sociale e sanitaria. Accelerarla significa ridurre le disuguaglianze, migliorare la qualità dell’aria nelle città e costruire un sistema di mobilità coerente con gli obiettivi di giustizia climatica ed energetica.


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