Milano, la mobilità attiva come infrastruttura urbana e leva di benessere

12 febbraio 2026

Camminare e andare in bicicletta non sono più soltanto scelte individuali, legate allo stile di vita o alla sensibilità ambientale. Nelle città europee del futuro rappresentano una vera e propria infrastruttura strategica per la salute pubblica, la qualità urbana e la coesione sociale. È da questa consapevolezza che nasce möves – Linee guida per la mobilità attiva del Comune di Milano, un documento strategico di oltre 140 pagine che mette a sistema visione, indirizzi e azioni per rendere strutturale la mobilità pedonale e ciclistica nel capoluogo lombardo.

Non un semplice manuale tecnico, ma un quadro di riferimento per la pianificazione urbana, costruito attraverso un ampio percorso partecipativo e fortemente ancorato ai temi della salute, della sicurezza stradale, dell’accessibilità e della giustizia sociale. Un approccio che punta a rendere la città più efficiente, attrattiva e competitiva, valorizzando lo spazio pubblico come risorsa condivisa.

Dalla mobilità sostenibile alla mobilità attiva

Il documento parte da una constatazione chiara: nelle città dense come Milano, la maggioranza degli spostamenti avviene su distanze brevi, spesso inferiori ai 5 chilometri, quindi pienamente compatibili con gli spostamenti a piedi o in bicicletta. Oggi oltre un terzo degli spostamenti interni al Comune avviene già con modalità attive; includendo il trasporto pubblico, quasi due terzi della mobilità cittadina può essere definita sostenibile.

Resta però significativo il peso storico dell’automobile. Nonostante il calo del tasso di motorizzazione negli ultimi vent’anni, Milano conta ancora circa 495 auto ogni 1.000 abitanti: un valore inferiore alla media nazionale, ma distante dagli standard delle grandi città europee più avanzate. Le linee guida collocano quindi la mobilità attiva non come opzione residuale, ma come asse portante di un sistema urbano capace di ridurre traffico, emissioni, incidentalità e disuguaglianze di accesso, migliorando al tempo stesso l’efficienza complessiva della città.

Una visione articolata in quattro città

Il cuore del documento è rappresentato da una visione articolata in quattro dimensioni complementari.

La città attiva mette al centro gli spostamenti quotidiani a piedi e in bicicletta, riducendo l’uso inefficiente dello spazio pubblico da parte dei veicoli privati. Le evidenze richiamate mostrano come la mobilità attiva contribuisca alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, alla diminuzione della congestione e a benefici sanitari concreti: bastano 20 minuti al giorno di cammino o bicicletta per ridurre il rischio di mortalità del 10% e abbattere in modo significativo il rischio di patologie cardiovascolari, diabete e depressione.

La città inclusiva affronta il tema dell’accessibilità universale. Marciapiedi continui, attraversamenti sicuri, percorsi ciclabili adatti anche a mezzi non convenzionali e fermate del trasporto pubblico realmente accessibili rendono la mobilità attiva uno strumento di equità e libertà di movimento per tutti, in stretta connessione con il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. La qualità dello spazio pubblico diventa così un fattore chiave anche per l’efficacia del trasporto pubblico.

La città di domani guarda alle nuove generazioni. Bambini e ragazzi vivono lo spazio urbano con tempi più lenti e una maggiore vulnerabilità, ma anche con un enorme potenziale educativo. Andare a scuola a piedi o in bicicletta favorisce autonomia, concentrazione e sviluppo cognitivo, contrastando la sedentarietà infantile. Strade scolastiche e percorsi casa-scuola sicuri diventano politiche urbane che investono sul capitale umano e sul futuro della città.

Infine, la città sicura assume la Vision Zero come orizzonte: ridurre drasticamente incidenti, feriti e vittime della strada. Il documento richiama il ruolo cruciale della velocità e della massa dei veicoli nella gravità degli scontri e valorizza l’esperienza delle zone 30 come misura strutturale di prevenzione, capace di migliorare la sicurezza senza penalizzare la funzionalità urbana.

Il valore del percorso partecipativo

Tra novembre 2024 e giugno 2025 il Comune ha promosso un articolato percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini, associazioni, portatori di interesse e municipi. Sono stati raccolti 1.175 contributi complessivi, con un’attenzione particolare a ciclabilità, pedonalità e sicurezza stradale.

Da questo confronto sono emerse criticità diffuse – dalla sosta irregolare agli attraversamenti pericolosi, dalla frammentazione delle reti ciclabili alla manutenzione dei marciapiedi – ma anche un patrimonio condiviso di proposte operative. Le linee guida si configurano così come un vero e proprio patto urbano, che supera la logica degli interventi episodici e punta a una visione di lungo periodo.

Dati, salute e qualità dello spazio pubblico

Particolarmente rilevante è l’uso sistematico di dati epidemiologici, di incidentalità e di esposizione agli inquinanti. Il documento ricorda come l’87% della popolazione milanese viva a meno di 75 metri da un asse stradale e come il traffico su strada contribuisca in modo determinante alle concentrazioni di biossido di azoto e polveri sottili.

In questo quadro, la mobilità attiva viene letta come strumento di prevenzione primaria, capace di ridurre i costi sanitari e le esternalità negative della mobilità motorizzata. Allo stesso tempo, il recupero di spazio pubblico a favore di pedoni e ciclisti rafforza la socialità, il commercio di vicinato e l’attrattività dei quartieri, con ricadute positive anche sul tessuto economico locale.

Una sfida aperta per Milano e le città italiane

Le Linee guida per la mobilità attiva non sono un piano operativo in senso stretto, ma un riferimento strategico destinato a orientare progettazione, investimenti e politiche nei prossimi anni. La loro efficacia dipenderà dalla capacità di tradurre principi e strategie in interventi coerenti, continui e monitorati nel tempo.

Per Milano – e per molte altre città italiane – la posta in gioco è alta: non si tratta solo di spostamenti, ma di salute, sicurezza, equità e qualità della vita. In questo senso, möves rappresenta un passaggio importante verso una città moderna, dinamica e orientata al futuro, che riconosce nella mobilità attiva uno dei pilastri della transizione urbana e della prosperità sostenibile.

Vedi i grafici interattivi con i dati della mobilità a MILANO. https://italy.cleancitiescampaign.org/milano/milano-grafici-interattivi/

Leggi tutte le notizie su https://italy.cleancitiescampaign.org/milano

Vedi la Scheda città Mobilitaria 2025 http://italy.cleancitiescampaign.org/wp-content/uploads/2025/06/Mobilitaria2025-Milano.pdf

RAPPORTO Zone a Transizione Limitata MILANO


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