ETS2, la BEI anticipa 3 miliardi: una leva decisiva per giustizia sociale e transizione energetica
La European Investment Bank ha approvato una Frontloading Facility da 3 miliardi di euro destinata agli Stati membri per anticipare risorse in vista dell’entrata in vigore del nuovo sistema europeo di scambio delle emissioni per edifici e trasporti, l’ETS2, prevista nel 2028. La misura consente ai governi di disporre fin da subito di entrate da investire per proteggere cittadini e famiglie dagli effetti dell’aumento dei costi dei combustibili fossili e accelerare la transizione verso soluzioni pulite.
Secondo Transport & Environment, la decisione della BEI rappresenta un passaggio chiave per evitare che l’introduzione dell’ETS2 diventi socialmente controversa. Come sottolinea Federico Terreni, climate policy manager dell’organizzazione, il nuovo sistema può incentivare il passaggio dai combustibili fossili a tecnologie più pulite, ma solo se l’avvio sarà accompagnato da misure redistributive e investimenti mirati. Il problema è che le entrate dell’ETS2 non saranno immediatamente disponibili: la Frontloading Facility serve proprio a colmare questo vuoto temporale.
Un anno di rinvio e meno risorse per il Fondo sociale per il clima
L’ETS2 entrerà in vigore nel 2028, con un anno di ritardo rispetto alla tabella di marcia iniziale, a seguito dell’accordo raggiunto tra Consiglio e Parlamento europeo nel novembre scorso durante i negoziati sul target climatico UE al 2040. Questo slittamento comporta minori entrate complessive, riducendo le risorse disponibili per il Fondo sociale per il clima già dal 2027, proprio nel momento in cui sarebbero più necessarie per accompagnare famiglie vulnerabili e piccoli utenti.
Per questo motivo, sia la Frontloading Facility sia la prossima revisione del regolamento sulle aste ETS diventano strumenti cruciali per garantire investimenti anticipati in efficienza energetica, mobilità sostenibile e alternative ai combustibili fossili importati.
Trasporto pubblico ed elettrico sociale al centro
La decisione della BEI permette di accelerare il finanziamento di schemi verdi ad alto impatto sociale, come il social leasing dei veicoli elettrici, pensato per rendere accessibile l’auto elettrica anche alle fasce di reddito più basse, e il rafforzamento del trasporto pubblico locale. Si tratta di interventi coerenti con una transizione giusta, in grado di ridurre le emissioni senza scaricare i costi sui cittadini più fragili.
La Facility consente inoltre agli Stati di introdurre misure compensative e redistributive per attenuare l’impatto dei rincari energetici sulle famiglie a basso reddito, orientando al tempo stesso gli investimenti verso soluzioni strutturali e durature.
Un’opportunità che richiede scelte politiche rapide
L’accesso alla Frontloading Facility è però subordinato a una condizione chiara: l’ETS2 deve essere recepito nel diritto nazionale. Ad oggi, diversi Paesi – tra cui Belgio, Francia, Spagna, Polonia e Portogallo – non hanno ancora completato il recepimento. Senza questo passaggio, le risorse rischiano di restare inutilizzate.
Per Kyoto Club, la scelta della BEI conferma che la finanza pubblica europea può e deve giocare un ruolo centrale nel rendere la transizione climatica socialmente equa, anticipando gli investimenti e riducendo la dipendenza energetica dell’Europa dai combustibili fossili importati. Ora la responsabilità passa agli Stati membri: trasformare questa opportunità miliardaria in politiche concrete per clima, mobilità e giustizia sociale.
