Kyoto Club: “Il Piano Sociale per il Clima deve rendere la transizione della mobilità giusta e accessibile a tutti”
Kyoto Club presenta il Position Paper “Il Piano Sociale per il Clima e la transizione giusta della mobilità in Italia”, un documento di analisi e proposte operative che mira a rendere la decarbonizzazione del settore trasporti un percorso equo, inclusivo e misurabile.
Il documento propone una visione integrata per il Piano Sociale per il Clima (PSC) previsto dal Regolamento (UE) 2023/955 la cui approvazione da parte della Commissione europea è attesa per giugno 2026.
“La transizione ecologica sarà giusta solo se sarà accessibile. Oggi milioni di persone vivono in territori dove spostarsi senza auto è quasi impossibile. Il Piano Sociale per il Clima può diventare la leva per colmare questi divari, se orientato a investimenti strutturali e non a sussidi temporanei,” sostiene il Gruppo di Lavoro “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club.
Il Position Paper individua sei priorità strategiche:
- Giustizia climatica e sociale, per ridurre la povertà di trasporto e garantire equità territoriale.
- Potenziamento del trasporto pubblico urbano e regionale, con servizi a chiamata elettrici nelle aree interne.
- Ciclabilità e mobilità attiva come infrastrutture sociali di salute e prossimità.
- Sicurezza stradale e strade per tutti, in linea con la Vision Zero 2050.
- Accesso alla mobilità elettrica tramite leasing sociale per famiglie e lavoratori a basso reddito.
- Governance partecipata e trasparente, con una cabina di regia interministeriale e il Social Climate Monitor – Italia per rendere pubblici dati, obiettivi e risultati.
Il documento propone inoltre di integrare il PSC con altri strumenti nazionali – PNRR, NECP, PAESC– e di orientare le risorse verso i territori più vulnerabili, a partire dalle aree interne e periferiche, dove la dipendenza dall’auto è più alta e l’offerta di trasporto pubblico più carente.
“Il Piano Sociale per il Clima può diventare la base di un nuovo patto tra cittadini, istituzioni e territori: un piano per l’equità, non solo per la compensazione,” conclude l’Associazione.
