Riscaldamento, stop agli incentivi per stufe e caminetti al posto delle caldaie a gas

Cambiano le regole sugli incentivi per il riscaldamento. Con il recepimento della Direttiva RED III, appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale, arriva una stretta significativa sull’uso delle biomasse e sul riconoscimento dei bonus per la sostituzione degli impianti.

28 gennaio 2026

La novità principale riguarda il divieto di incentivi per chi sostituisce una caldaia a gas con stufe o caminetti a biomasse. L’obiettivo dichiarato del legislatore è favorire il passaggio alle pompe di calore, considerate la soluzione prioritaria per la decarbonizzazione degli edifici.

Restano comunque possibili i contributi pubblici in casi specifici. È ancora incentivata la sostituzione di vecchi apparecchi a biomassa con modelli di nuova generazione, come termostufe e termocamini, a condizione che garantiscano un rendimento minimo dell’87%, basse emissioni e l’utilizzo di legna o pellet certificati.

Per le caldaie a biomasse, gli incentivi saranno concessi solo se rispettano requisiti ambientali molto stringenti: certificazione a cinque stelle, emissioni di particolato inferiori a 1 mg/Nm³, presenza di un sistema di accumulo per l’acqua calda e manutenzione obbligatoria biennale. Anche il pellet dovrà essere certificato secondo le norme UNI, con indicazioni precise in fattura.

La stretta nasce dal forte impatto delle biomasse sulla qualità dell’aria: in molte regioni italiane il riscaldamento domestico è tra le principali fonti di PM10, soprattutto a causa di apparecchi obsoleti ancora molto diffusi.

È prevista una deroga per aziende agricole e forestali situate in aree non servite dalla rete del gas, che potranno accedere agli incentivi solo se i nuovi impianti garantiscono una riduzione delle emissioni di almeno il 50%.

Le nuove disposizioni si applicheranno a tutti gli interventi avviati dal 3 agosto 2026.

DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2026, n. 5 


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