Nuove tramvie di Roma: avanzano i cantieri, ma restano criticità su tempi e finanziamenti
Nella seduta del 23 gennaio, la Commissione mobilità di Roma ha fatto il punto sullo stato di avanzamento delle nuove tramvie cittadine, ascoltando l’assessore alla Mobilità Eugenio Patané. Il quadro che emerge mostra alcuni passi avanti, ma anche ritardi e nodi ancora aperti che incidono sulla transizione verso una mobilità urbana più sostenibile e integrata.
Tiburtina
Dopo l’avvio dei cantieri lo scorso 2 ottobre, si è conclusa la fase degli scavi archeologici, con il via libera della Sovrintendenza Capitolina. È ora in corso la fase di spostamento dei sottoservizi, tra cui un cavo di alta tensione di Terna e la realizzazione di una nuova conduttura idrica di bypass, intervento strategico per evitare future interruzioni del servizio.
Parallelamente, il Comune sta verificando il progetto esecutivo e affrontando alcune interferenze di cantiere, in particolare quelle legate alla Casa dell’Accoglienza nei pressi della stazione Tiburtina, che interferisce con la sottostazione elettrica e con la tratta finale. Superata questa fase, si potrà procedere all’attrezzaggio della linea (binari, trazione elettrica, fermate e segnalamento).
Togliatti
I lavori sono attualmente concentrati sui primi 3,6 chilometri di linea, da Ponte Mammolo a Prenestina. Entro febbraio è prevista l’estensione dei cantieri fino alla Casilina e, entro marzo, fino a Subaugusta, con un ritardo di quasi un anno rispetto alle tempistiche inizialmente annunciate.
L’apertura avverrà per fasi funzionali: il presercizio della prima tratta è previsto da giugno 2026, mentre il completamento dell’intera linea dovrebbe arrivare entro dicembre 2026. Resta incerto il rispetto dei vincoli del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevedono il completamento dell’opera entro giugno, probabilmente attraverso meccanismi di flessibilità.
Termini–Tor Vergata (TTV)
È il progetto più critico dal punto di vista finanziario. I fondi risultano scaduti a fine dicembre e c’è il rischio di un definanziamento da parte del Ministero dell’economia e delle finanze. Roma Capitale sta chiudendo la verifica del nuovo progetto definitivo, comprensivo del ponte su viale della Sorbona, e predisponendo il protocollo d’intesa con il Provveditorato interregionale per Lazio, Abruzzo e Sardegna che gestirà la gara d’appalto.
L’obiettivo dichiarato è l’apertura della gara entro marzo e l’avvio dei lavori a giugno, anche se le tempistiche appaiono molto ambiziose. Nel frattempo, la linea ha beneficiato di nuove risorse finanziarie derivanti da progetti di funivie non più realizzati.
Termini–Vaticano–Aurelio (TVA)
La linea continua a procedere lentamente. Sono in corso nuove indagini sui sottoservizi nel tratto Giureconsulti–Porta Cavalleggeri, nonostante il progetto esecutivo sia disponibile da tempo. L’ATI aggiudicataria sta inoltre completando il mappaggio dei sottoservizi fino ad Argentina per definire anche la fase 1B.
Resta però irrisolto il passaggio chiave della conferenza dei servizi decisoria per la tratta Cavalleggeri–Argentina, prevista originariamente per lo scorso novembre. Un segnale positivo riguarda la valutazione, da parte di Acea, di una soluzione alternativa all’ampliamento del camerone di accesso al Peschiera sotto piazza Carpegna, anche se al momento non esistono decisioni formalizzate.
Deposito Gino Severini
I lavori procedono secondo programma, con conclusione prevista entro dicembre. Il nuovo deposito potrà ospitare fino a 77 tram e rappresenta un tassello fondamentale per il potenziamento del servizio tranviario. È allo studio un secondo lotto, non ancora finanziato, per la copertura dei mezzi con pannelli solari, valutando un project financing con operatori del settore delle energie rinnovabili.
Tram CAF Urbos
Sul fronte del materiale rotabile, Patané ha annunciato che il primo tram CAF Urbos arriverà a Roma tra il 18 e il 19 febbraio, via nave fino a Civitavecchia e successivamente trasportato alle officine di via Prenestina per l’assemblaggio finale.
L’obiettivo è avere 20 nuovi tram entro la fine dell’anno. È stata inoltre confermata la scelta di equipaggiare tutti i 121 mezzi previsti con supercapacitori fin dalla fabbricazione, superando l’impostazione iniziale che ne prevedeva solo 66, per garantire maggiore interoperabilità e flessibilità della flotta.
Nel complesso, il quadro restituisce l’immagine di una città che investe sul tram come infrastruttura chiave per una mobilità più sostenibile, ma che deve ancora superare ritardi procedurali e incertezze finanziarie per trasformare i progetti in benefici concreti per cittadini, ambiente e qualità dello spazio urbano.
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