Solare ed eolico superano i fossili nell’UE per la prima volta, ma la rete elettrica frena la transizione

Per la prima volta nella storia, eolico e solare hanno prodotto più elettricità dei combustibili fossili nell’Unione europea. Nel 2025 le due fonti rinnovabili hanno coperto il 30% della generazione elettrica UE, superando di misura carbone e gas e segnando un traguardo simbolico nella transizione energetica europea.

22 gennaio 2026

È quanto emerge da un nuovo rapporto del think tank energetico Ember, secondo cui complessivamente le rinnovabili hanno fornito quasi la metà dell’elettricità dell’UE. Il carbone è sceso a un minimo storico del 9,2%, risultando ormai marginale in 19 Stati membri.

Il quadro resta però complesso. La minore produzione idroelettrica (-12%), dovuta a siccità e scarse precipitazioni, ha spinto nel 2025 un aumento dell’uso del gas (+8%), facendo salire la bolletta delle importazioni del settore elettrico a 32 miliardi di euro, il 16% in più rispetto all’anno precedente. In 21 Paesi UE ciò ha contribuito all’aumento dei prezzi all’ingrosso dell’elettricità.

Dal punto di vista geografico, solo 14 dei 27 Stati membri producono oggi più elettricità da solare ed eolico che da fonti fossili. Tra i nuovi ingressi figurano Paesi Bassi e Croazia, mentre nazioni come Italia, Polonia e Grecia restano ancora sopra la soglia fossile, pur mostrando una forte crescita del solare.

Secondo gli esperti, il principale ostacolo al pieno sviluppo delle rinnovabili non è più tecnologico ma infrastrutturale: la rete elettrica europea, giudicata obsoleta, rischia di rallentare ulteriormente la transizione se non verranno accelerati gli investimenti in reti, accumuli e flessibilità.

“Questo momento spartiacque dimostra quanto rapidamente l’UE stia avanzando verso un sistema elettrico basato su eolico e solare”, afferma l’analista Beatrice Petrovich. “Con l’instabilità geopolitica legata ai combustibili fossili, la transizione all’energia pulita non è mai stata così urgente”.


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