Light cargo vehicles: perché sono una leva strategica per la logistica urbana sostenibile
La crescente pressione esercitata dalla logistica dell’ultimo miglio su traffico, qualità dell’aria, sicurezza stradale e spazio pubblico rende sempre più urgente un ripensamento dei modelli di distribuzione urbana delle merci. Il rapporto Lightening the Load: Integrating Light Cargo Vehicles in Cities, pubblicato dall’International Transport Forum dell’OCSE, offre un’analisi approfondita del ruolo che i veicoli cargo leggeri – in particolare cargo bike e micro-veicoli “più piccoli di un furgone” – possono svolgere in questa transizione.
Secondo il rapporto, nei contesti urbani densi i light cargo vehicles possono garantire prestazioni operative pari o superiori ai furgoni tradizionali, riducendo al tempo stesso in modo significativo gli impatti negativi sulla collettività. Le evidenze raccolte mostrano infatti riduzioni drastiche delle emissioni di anidride carbonica per consegna: fino al 98% in meno rispetto ai furgoni diesel in alcune città europee, con un abbattimento altrettanto rilevante dei costi esterni legati a inquinamento atmosferico, rumore, congestione e incidentalità.
Dal punto di vista dell’efficienza, le cargo bike risultano spesso competitive grazie a tempi di consegna più rapidi, soprattutto nelle aree centrali, dove l’accesso limitato, la difficoltà di parcheggio e la congestione riducono fortemente i vantaggi dei veicoli più grandi. La minore impronta fisica consente inoltre un uso più efficiente dello spazio stradale e contribuisce a migliorare la qualità dello spazio pubblico, a beneficio di pedoni e ciclisti.
Il rapporto non ignora tuttavia i limiti strutturali di questi mezzi, in particolare la capacità di carico e l’autonomia. Per questo viene sottolineata l’importanza di modelli logistici integrati, basati su micro-hub urbani e su una distribuzione a due stadi: i veicoli più grandi coprono le tratte periferiche, mentre i light cargo vehicles gestiscono l’ultimo miglio. Questo approccio consente di massimizzare i benefici ambientali e sociali, mantenendo al tempo stesso la sostenibilità economica delle operazioni.
Un elemento centrale dell’analisi riguarda il ruolo delle politiche pubbliche. Senza un quadro normativo e infrastrutturale favorevole, la diffusione dei veicoli cargo leggeri rischia di restare marginale. Il rapporto evidenzia la necessità di:
- integrare la logistica urbana nei Piani urbani della mobilità sostenibile;
- armonizzare standard tecnici e classificazioni dei veicoli;
- introdurre e rafforzare zone a basse e zero emissioni;
- prevedere incentivi economici e regolatori per i mezzi più leggeri;
- sviluppare reti ciclabili e spazi di carico/scarico adeguati.
Particolare attenzione è dedicata anche alle condizioni di lavoro. La transizione verso una logistica urbana più leggera deve essere accompagnata da standard chiari su sicurezza, formazione e qualità occupazionale, per evitare che i benefici ambientali si accompagnino a nuove forme di precarietà.
Nel complesso, il rapporto dell’International Transport Forum indica chiaramente che i light cargo vehicles non sono una soluzione di nicchia, ma una componente chiave delle politiche per città più sane, sicure ed efficienti. A condizione, però, che le amministrazioni locali assumano un ruolo attivo nel creare le condizioni perché questa trasformazione possa avvenire su scala.
Fonte: International Transport Forum (2025), Lightening the Load: Integrating Light Cargo Vehicles in Cities, OECD Publishing, Paris.
