Elettrificare il calore industriale: una priorità per la transizione energetica
Secondo l’ultimo report della International Energy Agency (IEA), "Renewables for Industry" l’elettrificazione del calore e del vapore a bassa temperatura rappresenta una delle soluzioni più efficaci e immediate per ridurre le emissioni dell’industria globale, migliorando al contempo efficienza e sicurezza energetica.
Circa il 70% dei consumi energetici industriali mondiali è legato a processi a bassa temperatura, tipici di settori come alimentare, tessile, chimica e carta. Nel 2023 questi comparti hanno generato quasi 3 Gt di CO₂, pari a metà delle emissioni dirette industriali. Una quota rilevante di questi usi è già tecnicamente elettrificabile, grazie a tecnologie mature come pompe di calore industriali e caldaie elettriche.
L’elettrificazione consente di collegare direttamente l’industria alla rapida crescita delle energie rinnovabili, riducendo la dipendenza da gas e carbone e l’esposizione alla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili. Tuttavia, barriere economiche e regolatorie – come il costo dell’elettricità, i tempi di connessione alla rete e politiche ancora frammentarie – ne rallentano la diffusione.
Un ruolo chiave può essere svolto dall’accumulo termico, una tecnologia a basso costo che permette di immagazzinare calore rinnovabile e utilizzarlo quando serve, aumentando flessibilità e competitività. L’IEA sottolinea infine la necessità di politiche mirate: riforma delle tariffe elettriche, supporto agli investimenti iniziali, pianificazione delle reti e sviluppo delle competenze.
In sintesi, l’elettrificazione del calore industriale è una leva strategica già disponibile: accelerarne l’adozione significa rendere l’industria più efficiente, pulita e resiliente.
