Ecosistema Urbano 2025: mobilità sostenibile e qualità dell’aria, due sfide ancora aperte per le città italiane
Il nuovo rapporto Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, offre una fotografia chiara: le città italiane non stanno ancora compiendo il salto di qualità necessario per centrare gli obiettivi di neutralità climatica e vivibilità urbana. La media nazionale dei 106 capoluoghi scende al 54,2%, con solo Trento e Mantova sopra il 75%, e un quadro che mostra grandi differenze territoriali e settoriali.
Mobilità urbana: più auto, meno spazio per bici e pedoni
Dopo un decennio di lenti progressi, la mobilità sostenibile mostra segnali di stallo:
- Aumentano le auto private, con oltre 70 vetture ogni 100 abitanti in molte città.
- Si riduce la rete ciclabile, che scende a 10,4 m equivalenti ogni 100 abitanti, e calano anche isole pedonali e ZTL (–9,5%).
- Il trasporto pubblico locale segna una timida ripresa: +2,4% di passeggeri nel 2024, ma valori ancora inferiori a quelli europei.
- Milano guida con 424 viaggi pro capite all’anno, seguita da Venezia, Firenze (247), Bologna e Roma (277).
- Bologna si conferma la più virtuosa tra le grandi città, Firenze migliora grazie alla crescita del TPL e Torino risale al 62° posto.
- Roma resta stabile (66ª), con passi avanti nel trasporto pubblico ma ancora forte pressione del traffico privato.
Qualità dell’aria: livelli ancora lontani dagli standard OMS
Il tema dell’inquinamento atmosferico resta una delle principali emergenze urbane.
Le concentrazioni di NO₂ e PM10 superano i limiti OMS in gran parte delle aree metropolitane:
- oltre 40 µg/m³ di NO₂ a Torino, Milano, Roma e Napoli;
- più di 60 giorni di superamento del limite giornaliero di PM10 a Milano e Torino, oltre 40 a Roma e Napoli.
La Pianura Padana resta la zona più critica, ma livelli elevati si registrano anche in molte città del Centro-Sud.
La correlazione fra traffico urbano e qualità dell’aria è ormai consolidata: la prevalenza del trasporto privato e la scarsità di infrastrutture ciclabili e pedonali aggravano il quadro sanitario e ambientale.
Un cambio di rotta possibile
Per Kyoto Club, il rapporto rilancia l’urgenza di una strategia nazionale integrata per la mobilità sostenibile, collegata alle politiche energetiche e climatiche urbane.
Servono strumenti e risorse stabili per:
- potenziare tram, metro e bus elettrici;
- estendere e mettere in rete piste ciclabili sicure e continue;
- creare zone a basse emissioni (LEZ) con controlli e incentivi alla conversione del parco veicoli;
- collegare le politiche di mobilità, qualità dell’aria e rigenerazione urbana, come previsto dalle direttive europee “Case Green” e “Zero Pollution”.
Una visione condivisa
Come sottolinea Legambiente, “le città italiane si stanno trasformando, ma troppo lentamente”. Per accelerare la transizione servono politiche urbane coraggiose e coordinate, che mettano al centro il diritto alla mobilità pulita e sicura, riducano la dipendenza dall’auto e migliorino la qualità dell’aria.
Solo una mobilità a basse emissioni, integrata con l’efficienza energetica e la rigenerazione urbana, potrà rendere le città italiane più resilienti, sane e competitive nel nuovo quadro europeo del Clean Industrial Deal.
