Aria inquinata nelle città italiane: i dati aggiornati al 2025
L’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile – promosso da Kyoto Club e Clean Cities Campaign, in collaborazione con ISDE Italia – ha diffuso i dati sulla qualità dell’aria di 27 città italiane in 17 regioni, elaborati grazie al contributo delle agenzie regionali e delle province autonome per la protezione ambientale.
I numeri confermano che l’inquinamento atmosferico resta un’emergenza ambientale e sanitaria. Già ad aprile, in 19 città monitorate erano stati superati i nuovi limiti annuali introdotti dalla Direttiva UE 2881/2024 per PM10, PM2,5 e NO₂.
Dal mese di giugno è iniziata la rilevazione anche dell’ozono troposferico, inquinante secondario tipicamente estivo. A fine agosto 17 città avevano già superato il valore obiettivo europeo di 18 giorni di superamento in un anno, con picchi allarmanti: 62 giorni a Bergamo, 56 a Milano e 54 a Modena.
Il quadro geografico mostra differenze nette:
- Nord Italia: prevalgono polveri e ozono, con valori altissimi in Pianura Padana.
- Sud e città portuali: il problema principale resta il biossido di azoto, legato al traffico stradale e navale (143 giorni di superamento a Napoli, 100 a Palermo).
- Centro Italia: situazioni intermedie ma non meno significative, con Firenze e Terni critiche per l’ozono e Roma con superamenti distribuiti su più inquinanti.
Le conseguenze sono gravi ovunque: aria che peggiora le malattie respiratorie, danneggia la vegetazione, riduce la qualità della vita. È ormai chiaro che senza misure strutturali – meno auto in città, più mobilità pubblica ed elettrica, riduzione delle combustioni e controllo delle emissioni portuali e industriali – non sarà possibile rispettare i limiti UE né tantomeno avvicinarsi agli standard OMS, più severi.
Leggi l’articolo integrale nell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile
Tutti i dati complessivi dei primi otto mesi dell’anno ed il dettaglio di quelli del mese appena trascorso sono disponibili a queste pagine.
