Ripensare la mobilità urbana per reimmaginare le nostre società

30 luglio 2025

Segnaliamo una riflessione di Sofia Pasotto e Demetrio Marra su “A fuoco” che prende spunto dal fatto avvenuto l’8 luglio 2025 a Porto Cervo, quando GC, 24 anni, viene investita sulle strisce da un SUV guidato da VS, manager e moglie del CEO di Lufthansa. Il caso è trattato dai media in modo superficiale, senza riflettere sulle implicazioni politiche e sistemiche legate alla sicurezza stradale.

L’episodio è letto come simbolo di un problema più ampio: l’insicurezza stradale strutturale. Non si tratta solo di responsabilità individuali, ma di un sistema che privilegia l’auto privata e tollera il rischio per pedoni e ciclisti.

Gli incidenti non sono eventi imprevedibili, ma conseguenze prevedibili di un modello di mobilità fondato su auto private e combustibili fossili.

L’episodio è letto anche come metafora dei rapporti di forza sociali ed economici: chi guida SUV costosi rappresenta un’élite protetta; chi cammina o va in bici è vulnerabile e spesso marginalizzato.

La mobilità giusta è parte della lotta per una società equa, ecologica e democratica. Il cambiamento è possibile solo attraverso azioni collettive e conflitto politico che sfidino il predominio dell’auto e del profitto. La sfida è culturale, sociale e sistemica.

Leggi l’articolo integrale nell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile


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