IRENA 2025: l’UE deve triplicare le rinnovabili entro il 2030 per centrare gli obiettivi climatici
Investimenti, reti intelligenti e governance efficiente sono le chiavi della transizione energetica.
L’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) ha pubblicato il nuovo report “Regional Energy Transition Outlook: European Union”, frutto della collaborazione con la Commissione Europea e gli Stati membri. Il documento analizza nel dettaglio il percorso dell’Unione Europea verso la neutralità climatica entro il 2050, mettendo a confronto due scenari: il Planned Energy Scenario (PES), basato sulle politiche attuali, e il più ambizioso Decarbonising Energy Scenario (DES), in linea con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.
Triplicare la capacità rinnovabile: una sfida urgente
Per rispettare gli impegni dell’Accordo di Parigi, l’UE dovrà triplicare la capacità installata da fonti rinnovabili entro il 2030, passando dai 491 GW del 2021 a oltre 1.247 GW. Al 2050, la capacità dovrà superare i 2.450 GW, con un mix energetico dominato da solare, eolico, bioenergie moderne e idroelettrico. In parallelo, l’elettrificazione dei consumi finali dovrà crescere dall’attuale 22% al 64%, trasformando profondamente settori come trasporti, edilizia e industria.
Infrastrutture e accumulo: la base per la transizione
Per integrare l’aumento di rinnovabili, sarà essenziale modernizzare le reti elettriche. Entro il 2030 andranno installati almeno 45 GW di sistemi di accumulo a batteria, che diventeranno oltre 240 GW entro il 2050. Serviranno inoltre interventi su reti di trasmissione e distribuzione, riduzione della congestione e potenziamento delle interconnessioni tra Paesi UE. Le smart grid, la digitalizzazione e la gestione intelligente della domanda saranno strumenti chiave per garantire flessibilità, sicurezza e resilienza del sistema.
Trasporti ed edifici: due pilastri da trasformare
Il report evidenzia la necessità di una forte accelerazione nei trasporti elettrici: entro il 2030 l’UE dovrà contare 100 milioni di veicoli elettrici, accompagnati da una rete capillare di ricarica, per arrivare a oltre 330 milioni al 2050. Anche il comparto edilizio dovrà evolversi rapidamente, con oltre 87 milioni di pompe di calore da installare entro metà secolo. Senza politiche di incentivo adeguate, questi obiettivi rischiano però di restare fuori portata.
Governance e pianificazione: serve più coordinamento
Oltre agli aspetti tecnici, IRENA mette in luce la necessità di rafforzare la governance istituzionale. Il modello attuale, con una guida centrale e attuazione nazionale, soffre di frammentazione, ostacoli autorizzativi e disparità tra Stati membri. Il report raccomanda una maggiore convergenza tra le politiche energetiche, industriali e ambientali, un quadro normativo più solido e strumenti efficaci per monitoraggio, allocazione degli investimenti e coordinamento multilivello.
Benefici economici: più competitività, occupazione e stabilità
Accelerare la transizione energetica non è solo una necessità climatica, ma rappresenta anche un’opportunità economica. Un sistema basato su rinnovabili ridurrebbe la dipendenza dai combustibili fossili e dai rischi geopolitici, stabilizzando i prezzi dell’energia. Secondo IRENA, una strategia orientata alla sostenibilità potrà rafforzare la competitività industriale europea, creare nuovi posti di lavoro e migliorare il benessere collettivo.
