Via libera del Parlamento Ue alla semplificazione della Carbon Tax: esenti il 90% degli importatori

Approvate le nuove regole con 564 voti favorevoli: introdotta una soglia minima di 50 tonnellate.

23 maggio 2025

Il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza (564 voti a favore, 20 contrari e 12 astensioni) il nuovo Pacchetto Omnibus, presentato a febbraio dalla Commissione europea per ridurre gli oneri burocratici sulle imprese. Tra le misure principali c’è la revisione del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), lo strumento che applica un prezzo sulle emissioni di CO₂ incorporate nei beni importati in Europa.

Il testo votato introduce una soglia minima di 50 tonnellate per l’applicazione del meccanismo, esentando circa il 90% degli importatori — in prevalenza PMI e privati — che trattano volumi ridotti di materiali soggetti al CBAM, come acciaio, ferro, alluminio, cemento e fertilizzanti.

Nonostante le semplificazioni, l’obiettivo ambientale resta invariato: il 99% delle emissioni continuerà a essere regolato dal sistema. Le nuove norme puntano anche a snellire le procedure di autorizzazione, facilitare i calcoli delle emissioni e rendere più gestibile la parte finanziaria, con un rafforzamento delle misure anti-frode.

Il CBAM, ricordano da Strasburgo, rimane un pilastro della strategia climatica dell’UE: serve ad allineare il costo della CO₂ tra produzione interna e beni importati, contrastando la delocalizzazione e stimolando l’ambizione climatica dei Paesi terzi.

Conclusa la fase parlamentare, si apre ora il negoziato con il Consiglio UE per arrivare alla versione definitiva delle norme. Un’ulteriore valutazione dell’estensione del meccanismo ad altri settori ETS è attesa per l’inizio del 2026.

«Il CBAM è uno strumento chiave per la lotta globale al cambiamento climatico. Il Parlamento ha fatto una scelta di equilibrio, migliorando le procedure senza indebolire l’impianto normativo», ha dichiarato il relatore Antonio Decaro (S&D).


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