I dati dell’Inventario delle Emissioni in Atmosfera a Bari
L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Puglia pubblica sul proprio sito i dati relativi all’Inventario regionale delle emissioni in atmosfera, che sono aggiornate al 2019.
In particolare emerge che, nel 2019, gli ossidi di azoto derivano dal trasporto stradale per il 52%; mentre gli impianti di combustione non industriale (sostanzialmente i riscaldamenti) incidono per il 4%. Nel capoluogo pugliese un contributo importante alle emissioni di biossido di azoto è dato dalle attivià marittime che incidono nella misura del 30%.
Per quanto riguarda le polveri sottili (PM10 e PM2,5) il trasporto stradale contribuisce rispettivamente per il 37% ed il 33%; gli impianti di combustione non industriali incidono per il 25% ed il 28%. Anche in questo caso le attività marittime contribuiscono con una percentuale elevata, rispettivamente il 32 e 35%.
Per quanto riguarda le emissioni di CO2 (gas serra) il trasporto stradale contribuisce per il 53%, mentre gli impianti di combustione non industriali per il 23% e le attività marittime per l’8%
Tutte le informazioni sono state inserite anche nella parte dati dell’Osservatorio relativa alle due città.
Nell’ambito del trasporto stradale è notevole il contributo dei veicoli pesanti per tutte le tipologie di emissioni considerate.


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