Le sorgenti emissive di CO2, polveri e ossidi di azoto in Toscana
L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Toscana (ARPAT) ha aggiornato, su mandato della Regione Toscana, l’Inventario regionale delle sorgenti di emissione (IRSE) all’anno 2019.
L’Inventario è una raccolta dei quantitativi di inquinanti emessi in atmosfera dalle diverse attività naturali e antropiche, quali ad esempio, le attività industriali e civili o gli allevamenti, i trasporti presenti nel territorio regionale.
Il database IRSE contiene, in particolare, informazioni dettagliate sulle fonti regionali di inquinamento, la quantità e la tipologia di inquinanti emessi. L’aggiornamento dell’Inventario all’anno 2019 è stato effettuato a scala regionale, provinciale e comunale.
L’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyototo Club e Clean Cities Campaign ha estratto dal data base i dati relativi ai due comuni monitorati dall’Osservatorio (Firenze e Prato) relativamente alle emissioni di CO2eq (gas serra) e degli inquinanti atmosferici più significativi per la qualità dell’aria urbana, le polveri sottili (PM10 e PM2,5) e gli osssidi di azoto.
Fra il 1995 (primo anno disponibile dell’IRSE ed il 2019 a Firenze le emisisoni totali di CO2 sono diminuite del 7% e quelle da trasporto stradale sono aumentate del 5%, a Prato le emissioni totali sono aumentate del 23% e quelle da trasporto stradale del 19%.
In particolare emerge che, nel 2019, gli ossidi di azoto a Firenze derivano dal trasporto stradale per il 77% ed a Prato per il 47%, mentre gli impianti di combustione non industriale (sostanzialmente i riscaldamenti) per il capoluogo regionale incidono per il 16% e per la città laniera per il 43%.
Per quanto riguarda le polveri sottili (PM10 e PM2,5) a Firenze il trasporto stradale nel 2019 contribuisce rispettivamente per il 47% ed il 42%, mentre gli impianti di combustione non industriali rispettivamente per il 43% ed il 51%. Va evidenziato come l’incidenza del trasporto stradale sulle emissioni delle polveri in ambito comunale è assai più significativo rispetto ai dati di livello regionale, dove incide per il solo 11% per il PM10.
Leggi gli articoli completi nell’Osservatorio sulla Mobilità Urbana Sostenibile sugli inquinanti atmosferici, sui gas serra
