ISTAT pubblica uno studio sui costi sociali degli incidenti stradali

Nello studio la stima per gli anni 2017-2020, con l'anomalia dell'anno della pandemia, negli altri anni supera i 18 miliardi, circa l'1% del PIL.

23 settembre 2024

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ISTAT ha pubblicato un working paper sui costi sociali degli incidenti stradali. Stimati, per gli anni 2028-2019, in circa l’1% del PIL.

I costi sociali degli incidenti stradali costituiscono una stima del danno economico subito dalla società a causa di tali eventi. Il danno economico non è rappresentato da una spesa diretta sostenuta dalla società, ma è la quantificazione economica degli oneri che, a diverso titolo, gravano sulla stessa a seguito delle conseguenze causate da un incidente stradale: dai costi sanitari per la cura dei feriti e il mancato reddito per i periodi di malattia o per la perdita di una persona, ai danni materiali subiti dai veicoli e alle spese sostenute per gli interventi di Forze dell’Ordine o per gestione dei sinistri ma la posta sicuramente più elevata e difficile da quantificare è quella dei costi immateriali, dovuti alla perdita di persone care o alla compromissione del loro stato di salute per tutta la vita. Infatti gli obiettivi per la sicurezza stradale, indicati dalle più importanti Organizzazioni internazionali fin dall’anno 2000 e largamente condivisi, mettono al primo posto la riduzione di decessi e feriti gravi.

I parametri prodotti sono stati differenziati, per i deceduti (entro 30 giorni dall’incidente), i feriti e per la prima volta anche per i feriti gravi. Un punto di forza del metodo adottato è stato l’utilizzo di dati provenienti da un ricco insieme di fonti ufficiali, tra le quali gli archivi del Ministero della Salute, i dati dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA) e di altre rilevanti statistiche demografiche ed economiche.

Vedi la notizia integrale nell’Osservatorio sulla Mobilità Urbana Sostenibile


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