Processo smoga Torino, il giudice: «Gli amministratori non potevano bloccare la città»

7 settembre 2024

«Non si capisce lo specifico comportamento lecito, possibile e doveroso che, qualora fosse stato tenuto, avrebbe impedito la verificazione dell’evento», se non «il divieto generalizzato di usare l’auto».

L’evento a cui fa riferimento il gup Roberto Ruscello sono le alte concentrazioni di Pm10 nell’aria al centrodelle accuse che la Procura ha rivolto a sette ex amministratori pubblici. Il procedimento riguardava l’ex presidente della Regione Sergio Chiamparino, l’ex sindaca Chiara Appendino e il suo predecessore Piero Fassino. E anche gli assessori che avevano la delega all’Ambiente: Alberto Unia, Stefania Giannuzzi, Enzo Lavolta e Alberto Valmaggia.

Il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo e il sostituto Gianfranco Colace contestavano il reato di inquinamento ambientale colposo. Agli ex amministratori (difesi, tra gli altri, dagli avvocati Fulvio e Nicola Gianaria, Alberto Mittone, Luigi Chiappero, Enrico Cairo, Mario Gebbia e Claudio Streri) era rimproverato di aver cagionato «abusivamente una compromissione o un deterioramento significativo e misurabile dell’aria»: sono stati tutti prosciolti perché «il fatto non sussiste». Nelle motivazioni della sentenza, il giudice evidenzia che nel fascicolo non si «rinvengono elementi utili a stabilire con un minimo grado di certezza quali misure di segno diverso avrebbero portato a un contenimento dei livelli di concentrazione degli inquinanti al di sotto dei valori minimi».

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