Sembra pelle ma non è (e meno male)

#GreenHeroes. Ecco come realizzare borse, cinture e portafogli con materiali derivati dal mais e dalle uve.

26 aprile 2024

L’arte della pelletteria può diventare sostenibile? La risposta ce la dà Bulganeri, che per le sue creazioni utilizza soltanto materiali in pelle vegetale. Questa storia nasce con un pezzo di “pelle” vegetale che Lorenzo Bulgarini, patron della pelletteria Bulganeri, si trova un bel giorno a maneggiare. Si tratta di un materiale prodotto da un’azienda italiana sfruttando le caratteristiche dei polioli del mais coltivato per usi non alimentari. Un tessuto che, a parte l’odore, appare al pellettiere in tutto e per tutto simile alla pelle che lui utilizza per le sue confezioni. Ma quel materiale ha la stessa affidabilità e durabilità della pelle animale? Per esserne certo Bulgarini ne testa la resistenza nelle situazioni più improbabili. I risultati vanno al di là delle sue aspettative, e anche i costi di approvvigionamento e di lavorazione sono in linea. E così nel 2022 la Bulganeri realizza una prima linea di oggetti in pelle cento per cento vegetale. Il confine è valicato e, a quel materiale, presto viene affiancata un’altra pelle vegetale. Anche questa prodotta in Italia ma stavolta derivata dai residui della vinificazione delle uve. Una soluzione che permette all’azienda fiorentina di affrancarsi definitivamente dall’uso di pelle tradizionale. Utilizzare questi materiali, risponde alle esigenze della clientela che ricerca soluzioni animal-free e permette di ridurre l’impronta carbonica.

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