Negozi leggeri: senza rifiuti gli affari volano

L’idea di eliminare il packaging di cibi e detersivi si è fatta strada. Insieme alla nostra eroina Cinzia Vaccaneo.

21 maggio 2021

Ogni tanto ci fa piacere andare a (ri)trovare come se la cavano i primi #GreenHeroes, curiosi di sapere se l’imprenditorialità fondata sulla sostenibilità dei nostri eroi ha raggiunto nuovi obiettivi. Ad esempio, che hanno combinato gli amici di Negozio Leggero, guidati dall’amministratrice delegata Cinzia Vaccaneo? Ormai più di due anni fa raccontammo del suo Negozio Leggero: tra le prime realtà internazionali in cui fare una spesa completa senza imballaggi. Caffè, cereali, farine, legumi, pasta, spezie, vini, detergenti e prodotti per l’igiene personale “alla spina” garantiscono una qualità superiore e zero costi di packaging. Ebbene, in 12 anni, il brand Negozio Leggero è diventato una solida rete di franchising con 16 punti vendita (più quattro di prossima apertura) e, negli ultimi due, è stato affiancato da altri modelli aziendali: la Pasticceria Leggera e la Locanda Leggera.

La prima novità è un laboratorio di prodotti da forno a rifiuti zero; la seconda è un ristorante dove non si usano surgelati, le materie prime provengono dal Negozio Leggero di zona, si servono pane e dolci prodotti dalla Pasticceria Leggera, mentre gli ortaggi vengono colti pochi minuti prima di essere serviti. Alla Locanda Leggera, infatti, grazie a un sistema di coltivazione aeroponica, si coltivano insalate, spezie e ortaggi di stagione di una freschezza insuperabile. Sono due per ora le Locande Leggere attive – a Torino e a Settimo Torinese – con menù sempre diversi, a base di zuppe, pasta, insalate, secondi di carne, pesce e piatti vegani, straordinariamente freschi, e senza la produzione rifiuti. Lo Sviluppo Leggero ideato da Cinzia Vaccaneo occupa oltre ottanta persone, a dimostrazione che l’idea “Zero Waste, More Economy” è più che conveniente.

Leggi l’articolo su Il Venerdì di Repubblica


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