G7 agricoltura, nasce la Carta di Bergamo

Il 14 e 15 ottobre si è tenuto a Bergamo il G7 sull'Agricoltura. Tutela dei piccoli produttori delle zone rurali e definizione di approcci per la prevenzione di eventi catastrofici sono le priorità, stando al documento finale condiviso dai ministri dell'Agricoltura degli Stati membri. Il ministro Martina: "500 milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030".

16 ottobre 2017

Mettere in campo misure di lungo periodo per "prevenire e affrontare gli eventi catastrofici" e "attuare politiche di gestione del rischio" per la tutela dei piccoli produttori. Sono queste le priorità delineate nel documento finale del G7 di Bergamo sull'agricoltura e approvate all'unanimità dai ministri dei sette Paesi membri.

"Con eventi climatici sempre più frequenti e incisivi", riconoscono i Sette grandi del Pianeta, è necessario "prendere contromisure sufficenti" e predisporre "piani di contingenza che definiscano procedure e responsabilità" dell'azione politica. Per fare questo, continua la dichiarazione, è necessario che "i Governi pianifichino piani di riduzione dei rischi e mettano a disposizione risorse per i piccoli produttori vista la possibilità che si verifichi un evento catastrofico". "L'assistenza dei Governi" recita il documento annesso alla dichiarazione, "dovrebbe contribuire a migliorare la resilienza ed aiutare gli agricoltori a mitigare e ad assorbire gli impatti degli shock, nonchè a fornire incentivi all'innovazione e alla trasformazione economica". 

I Paesi memebri hanno pertanto affidato alla FAO – insieme ad altri organizzazioni come OCSE, WFP e IFAD – il compito di predisporre una serie di azioni che vadano in questa direzione, nonché di fornire una definizione esaustiva di "evento catastrofico", cosa che, al giorno d'oggi, manca. 

"500 milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030" è l'obiettivo finale che compare nella Carta di Bergamo e dichiarato a più riprese dal Ministro Martina. Un'impegno, si legge nel documento, "in linea con le priorità dell'Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile dell'Onu". La dichiarazione riconosce, in linea con questo obiettivo, il "ruolo dell'agricoltura nello sfamare il Pianeta" e la sua importanza nella lotta alla fame e alla malnutrizione visti i "due miliardi e mezzo di persone che devono all'agricoltura la propria sopravvivenza".

Tra le altre priorità, si legge nel documento, si citano "il rafforzamento della cooperazione agricola, l'aumento della trasparenza, il sostegno agli agricoltori nella formazione dei prezzi, la lotta agli sprechi alimentari che coinvolgono un terzo della popolazione mondiale". Infine, secondo i ministri dell'Agricoltura delle sette potenze industriali, è necessario dare priorità al continente africano, "dove oltre il 20% della popolazione soffre la fame e la malnutrizione". 

Leggi la Dichiarazione di Bergamo dei ministri del dell'Agricoltura del G7

Leggi il documento annesso sulla valutazione delle politiche relative ai rischi nell'agricoltura  


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