Decreto Fare2: quei soldi dalle bollette per finanziare il carbone cosiddetto “pulito”

Nella bozza del decreto Fare2 aiuti per oltre 1,2 miliardi di euro per costruire nel Sulcis una centrale a carbone dotata di sistema CCS. Si prelevano risorse da quelle bollette che si vorrebbero ridurre per investire in una tecnologia controversa e poco applicabile al sistema energetico italiano. Cerchiamo di capire meglio le ragioni di questa scelta. Un articolo di Alessandro Codegoni su QualEnergia.it.

11 novembre 2013 Fonte: QualEnergia.it

<p>Già il titolo dell’<b>articolo 2</b> delle<b> bozze</b> del <b>decreto Fare 2</b> fa alzare il sopracciglio: “Norme per lo sviluppo di tecnologie a carbone pulito”. Carbone pulito? Cos’è, un ossimoro? La perplessità cresce leggendo che si vuole finanziare, aggiungendo un’altra voce alle tanti addizionali che gravano in bolletta, una centrale a carbone nel Sulcis, in Sardegna. L’impianto in questione verrebbe premiato con 30 euro (rivalutati annualmente) per ogni MWh che produrrà, per venti anni e fino a un massimo di 2100 GWh annui: quindi 60 milioni annui di incentivi, per un totale di 1,2 miliardi nell’intero periodo.</p><p><a href="http://qualenergia.it/articoli/20131111-il-decreto-fare2-e-quei-finanziamenti-al-carbone-%E2%80%9Cpulito%E2%80%9D">continua a leggere</a> su QualEnergia.it l’articolo a cura di Alessandro Codegoni.</p><p></p>


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