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Cambiamenti climatici, Silvestrini: "ci vuole la volontà politica"

Il direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, sulle evidenze scientifiche del quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici, spiega il bisogno di manovre decise dei Governi, ma non nasconde il suo pessimismo". Un’intervista su Bologna Today.

4 ottobre 2013

<p>Lo scorso 27 settembre l’IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change, ha reso pubblico l’attesissimo <b>quinto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici</b>. Le valutazioni emerse non lasciano spazio a equivoci: gli esseri umani sono i principali colpevoli di un Pianeta Terra in pericolo. Gli studi scientifici sono sempre più accurati e precisi e i dati a disposizione sono molti di più. Ecco perché la sicurezza di una responsabilità antropica è quasi incontestabile. Ma il futuro del Pianeta è in mano ai decisori ai politici e gli interessi economici in gioco dipendono da equilibri molto sottili e precari. Bologna Today ha cercato di capire cosa possiamo aspettarci e quali sono gli scenari probabili e abbiamo chiesto a <b>Gianni Silvestrini</b>, direttore scientifico di Kyoto Club, un punto di vista sulla situazione.</p><p><b>Cambiamenti climatici, Silvestrini: "ci vuole la volontà politica"<br />„Può spiegarci, in estrema sintesi, a che punto è la conoscenza scientifica sui Cambiamenti climatici?</b><br /> Il rapporto dell'Ipcc, un organismo delle nazioni Unite che raggruppa centinaia di scienziati di tutti ipaesi ha permesso di fare il punto, di tutta l'evoluzione della conoscenza scientifica dell'uso di modelli di simulazione degli ultimi anni e questa elaborazione ha costituito di prendere atto di alcuni elementi importanti. Il primo è che si stanno restringendo i margini di incertezza: se si guardano i vari rapporti che sono usciti negli ultimi 25 anni, si vede che ogni rapporto ha permesso di fare un passo in avanti nella conoscenza e nell'esclusione di dubbi. Quindi l'uso di modelli di simulazione sempre più raffinati e l'acquisizione di dati sperimentali ha consentito di restringere i margini di errore. Questo permette di poter fare delle valutazioni, sugli scenari sul medio e lungo periodo, anche qui con un margine di errore inferiore. Alcuni dati compresi nell'ultimo rapporto, ci indicano la gravità della situazione e indicano anche quali sono valutazioni che si fanno realisticamente sulla evoluzione possibile nei prossimi decenni."</p><p><a href="http://www.today.it/speciale/earth-day/cambiamenti-climatici-silvestrini-olonta-politica.html">continua a leggere</a> su Bologna Today</p><p></p>


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