Il Patto dei sindaci e l’esperienza degli Enti locali italiani. Intervista con Antonio Lumicisi

Quali sono i principali strumenti di finanziamento per gli Enti locali? Qual è l'esperienza degli enti locali per il raggiungimento degli obiettivi al 2020, in una politica nazionale di lotta dai cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni climalteranti, che risulta dal "Patto dei Sindaci"? Kyoto Club intervista Antonio Lumicisi del Ministero dell'Ambiente.

2 settembre 2013

<p>Quali sono i principali strumenti di finanziamento per gli Enti locali? E quali esperienze di amministrazioni locali si possono citare come esempio di azione volta al miglioramento energetico-ambientale? Qual è, infine, l’esperienza degli enti locali per il raggiungimento degli obiettivi al 2020, in una politica nazionale di lotta dai cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni climalteranti, che risulta dail "Patto dei Sindaci"? <b>Kyoto Club intervista Antonio Lumicisi</b> (Ministero dell’Ambiente).</p><p><b> Nel settore energetico-ambientale, quali sono le principali forme di finanziamento per gli Enti locali?</b><br />Per le amministrazioni locali il coinvolgimento di stakeholder e associazioni rappresenta un elemento centrale per il successo dei propri Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES). Altrettanto importante è il ruolo dell’informazione sulle opportunità di incentivazione disponibili e l’identificazione delle modalità di accesso alle risorse finanziarie in grado di trasformare obiettivi ambiziosi in risultati concreti.</p><p>È questa la vera frontiera da superare in un periodo di risorse limitate, di vincoli del Patto di Stabilità, di difficoltà di accesso al credito. In realtà, alcuni strumenti esistono, come i recenti decreti sulle rinnovabili elettriche e termiche, i Titoli di Efficienza Energetica (TEE), le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica. Esistono altre possibilità, come l’EEEF (European Energy Efficiency Fund) o il Fondo ELENA (European Local Energy Assistance), finora però poco utilizzati. Ma le cose si stanno muovendo, un esempio nell’ambito del Patto dei Sindaci, è rappresentato dal fatto che alcune Regioni stanno pensando di dare priorità nell’erogazione dei finanziamenti a quei Comuni che hanno seguito proficuamente il percorso del Patto dei Sindaci. </p><p><b> Quali sono le esperienze di EELL che ritiene valide a favore del miglioramento energetico-ambientale? Citerebbe alcune esperienze già adottate dagli Enti locali aderenti al "Patto dei Sindaci" che possono essere da esempio per le altre amministrazioni locali?</b><br />Sono molte le esperienze italiane ed europee in cui le amministrazioni pubbliche locali hanno dimostrato inventiva ed efficacia e l’iniziativa della Campagna europea SEE (Sustainable Energy Europe), dalla quale è poi nato il Patto dei Sindaci, che intende dimostrare quanto gli amministratori locali italiani vogliano mettersi in gioco. Tra le esperienze da citare mi viene in mente il "modello Abruzzo", rientrante in un esempio di governance multi territoriale, che sta facendo scuola in tutta Europa: la Regione, le 4 Provincie e i 305 Comuni tutti uniti nel percorso della sostenibilità nell’ambito del Patto dei Sindaci.</p><p>Nello specifico, nella pubblicazione "Il Patto dei Sindaci – Le città come protagoniste della green economy" – Edizioni Ambiente, 2013 – si citano una trentina di buone pratiche che, anche nella loro semplicità, possono costituire uno stimolo ai Comuni non ancora aderenti al Patto a unirsi in questa iniziativa. Si va dagli interventi nel settore dell’illuminazione pubblica di Comuni quali Buttigliera Alta (TO) e Venezia a quelli inerenti lo sviluppo della mobilità sostenibile a Genova e Pisa. Dallo sviluppo del teleriscaldamento a biomassa del Comune di Cesano Boscone (MI) a quello delle mini centrali idroelettriche del Comune di Abbiategrasso (MI). Come anche dalla valorizzazione dell’approccio partecipato nella redazione dei Piani di azione locali dei Comuni di Bologna e Foiano della Chiana (AR) alla tematica dei rifiuti che vede il Comune di Copparo (FE) verso l’obiettivo del 100% dei rifiuti recuperati. Sono davvero tante le proposte che i Comuni hanno inserito nei propri Piani di azione per l’energia sostenibile (PAES) e che si cerca di valorizzare ed utilizzare come best practice da replicare.</p><p><a href="http://www.spenderesenzasoldi.eu/news/102-il-patto-dei-sindaci-e-l-esperienza-degli-enti-locali-italiani-intervista-con-antonio-lumicisi">continua a leggere</a> su "Spendere senza soldi" (progetto di Kyoto Club, finanziato dalla Fondazione Cariplo).</p><p></p>


↑ torna in cima