Le torri intelligenti di INWIT a supporto della Riserva naturale statale Tenuta di Castelporziano

IA per prevenire gli incendi e centraline IoT capaci di “sentire” l’aria a cura di INWIT nell'ambito della campagna di Lebambiente.

26 giugno 2026 Inwit

Una telecamera antincendio dotata di intelligenza artificiale e tre centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell’aria a supporto della Riserva naturale statale Tenuta di Castelporziano. Continua l’impegno di INWIT per la tutela dalla biodiversità con il nuovo progetto “MonitoriAmo la Natura”.

Nell’ambito della campagna nazionale di Legambiente I Cantieri della Transizione Ecologica e in collaborazione con RomaNatura, la prima Tower Company italiana e tra le principali digital infrastructure company, ha installato lo scorso marzo nei pressi della riserva presidenziale, a pochi km dalla Capitale, su 3 torri per le telecomunicazioni sistemi avanzati capaci allo stesso tempo di prevenire l’insorgere di incendi e monitorare la qualità dell’aria, generando così valore ambientale e sociale.

L’obiettivo della collaborazione INWIT-Legambiente è duplice: creare una base dati a lungo termine sulla qualità dell’aria per analizzare le tendenze, identificare eventuali criticità e stimolare l’adozione di misure correttive da parte di enti pubblici e privati; potenziare la resilienza del territorio contro il rischio incendi, una minaccia costante per gli ecosistemi, soprattutto in estate.

“Quando pensiamo alle torri per le telecomunicazioni, pensiamo soprattutto alla connettività: telefonate, internet, streaming, social network, 5G. In realtà queste infrastrutture possono fare molto di più, grazie alla loro diffusione sul territorio. Noi ne abbiamo circa 26.000 e ne abbiamo almeno una nell’84% dei comuni italiani”, è il commento di Diego Galli Direttore Generale di INWIT.

E’ proprio da questa idea che nasce il progetto che INWIT ha realizzato insieme a Legambiente nella Tenuta Presidenziale di Castelporziano, una delle aree naturali più importanti del Lazio. Su 3 torri a ridosso di questa riserva, abbiamo installato su alcune torri una telecamera smart collegata a un gateway dotato di intelligenza artificiale in grado di individuare tempestivamente eventuali principi di incendio, riconoscendo per esempio i pennacchi di fumo e inviando un allarme immediato alle centrali operative. La posizione elevata delle torri permette di monitorare aree molto ampie e di intervenire prima che una situazione potenzialmente pericolosa si trasformi in un’emergenza. Accanto a questo, abbiamo installato anche centraline IoT per il monitoraggio della qualità dell’aria. Si tratta di veri e propri laboratori in miniatura che rilevano numerosi parametri ambientali, dagli inquinanti alle polveri sottili, fino ai dati meteorologici. L’obiettivo è creare una base informativa utile per comprendere meglio l’evoluzione dell’ambiente e supportare eventuali interventi di tutela. Il punto forse più interessante è che questo modello è immediatamente replicabile. Le torri sono già diffuse capillarmente sul territorio nazionale e possono diventare piattaforme digitali in grado di ospitare sensori, telecamere e altri strumenti e tecnologie innovative utili alla sicurezza e alla sostenibilità. Oggi il progetto coinvolge già tredici aree naturali italiane e dimostra come infrastrutture nate per garantire la connettività possano generare anche un valore ambientale e sociale concreto. In un periodo in cui i cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti eventi estremi e incendi, utilizzare le tecnologie digitali per prevenire i rischi e proteggere il territorio non è più solo una possibilità, ma una necessità”, aggiunge Diego Galli Direttore Generale di INWIT.

IL TEMA DELLA PREVENZIONE INCENDI IN ITALIA È MOLTO ATTUALE: I PIÙ RECENTI DATI DI ISPRA

Secondo i recenti dati ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) basati sui rilevamenti europei EFFIS (European Forest Fire Information System) rilasciati la scorsa settimana (15 giugno), la situazione italiana per l’anno 2025 si presenta in questo modo:

  • Superficie totale raddoppiata: Nel 2025 la superficie totale percorsa dal fuoco in Italia ha raggiunto i 965 km² (96.500 ettari), un dato che quasi raddoppia le stime registrate nell’intero 2024.
  • Impatto forestale e aree protette: Il 48% degli eventi nel 2025 ha aggredito direttamente gli ecosistemi forestali, mandando in fumo 123 km² (12.300 ettari) di boschi. Un dato particolarmente allarmante è che oltre il 30% della superficie bruciata totale si concentrava all’interno della rete delle aree protette italiane.
  • Zone più colpite: Il Sud Italia e le isole maggiori confermano il trend storico di massima vulnerabilità: Sicilia, Calabria e Campania da sole rappresentano il 71% dell’intera area forestale nazionale colpita dai roghi.
  • I report di ISPRA sottolineano esplicitamente come questi dati rendano “necessario investire nella prevenzione, nella conoscenza e nella rapidità di intervento”.


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